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L’Abruzzo apre le discoteche in anticipo, ma è polemica per gli orari

Marsilio riapre sale scommesse, bingo, Vlt e consente la ripresa di convegni

Pescara. L’Abruzzo introduce novità rispetto a quanto previsto dal Governo e anticipa la riapertura delle discoteche. Lo prevede un’ordinanza firmata ieri dal governatore Marco Marsilio, in vigore da oggi. Oltre alle discoteche all’aperto, il provvedimento del presidente di Regione riapre sale scommesse, bingo e Vlt, consente la ripresa di convegni, congressi, eventi fieristici e convention aziendali e stabilisce regole per i banchetti dei matrimoni. Il settore del divertimento serale, però, continua a far discutere a Pescara, città nota per la sua movida: rigidissimi gli orari imposti dal sindaco. In Abruzzo, dunque, le discoteche aprono con un mese di anticipo rispetto a quanto previsto dal Dpcm del premier Conte.

I locali da ballo possono riaprire da oggi, a condizione che esercitino attività all’aperto. Viene meno la regola dei due metri di distanza, ma gli utenti devono indossare la mascherina tutte le volte che non è possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro. A Pescara continuano a far discutere gli orari di chiusura dei locali: mezzanotte dalla domenica al mercoledì e l’una dal giovedì al sabato. Di fatto, le discoteche del lungomare potranno riaprire, ma dovranno attenersi a quegli orari. All’origine degli orari restrittivi non c’è solo l’emergenza sanitaria, ma anche l’annosa questione dei residenti della zona di piazza Muzii, in pieno centro, distretto food and beverage più grande d’Abruzzo.

Si va inoltre verso la proroga dell’ordinanza che vieta l’asporto di alcolici nelle ore serali, in scadenza oggi. “Ci stiamo lavorando in queste ore”, dice il sindaco di Pescara Carlo Masci, “sicuramente la prorogheremo, ma stiamo valutando se farlo per una o per due settimane. Oggi siamo in una situazione nuova e nulla potrà essere come prima”, aggiunge Masci, “bisogna trovare un giusto equilibrio. Da un lato evitare un disagio esagerato ai residenti e dall’altro consentire a chi ha un’attività di lavorare”.

Secondo Confartigianato Pescara “è fondamentale favorire il ritorno alla normalità ed evitare che in città ci siano economie di serie A e di serie B: è arrivato il momento di mettere gli operatori in condizione di ripartire realmente”. L’associazione, nel sottolineare che “se si spegne la città adesso si spegne il turismo per tutta l’estate”, afferma che gli “orari così rigidi” penalizzano anche “ristoranti e altri tipi di attività” e creano quegli stessi assembramenti che vorrebbero evitare, perché “tutti si concentrano in una precisa fascia oraria”, con il risultato che “si sono viste strade piene come non se ne erano mai viste. Il divertimento da sempre richiama a Pescara migliaia di persone, quella zona è un’eccellenza tutta abruzzese. Siamo sicuri di volerne dichiarare la morte, con tutte le conseguenze che ci saranno dal punto di vista turistico ed economico?”, si chiede il presidente provinciale di Confartigianato, Fabrizio Vianale.

 

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