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L’Abruzzo riparta dall’edilizia, il settore è pronto. Questo l’appello di Federmanager e Formedil

Pescara. “Per ripartire è necessario eliminare la burocrazia dal percorso di alcuni settori, procedure farraginose che hanno frenato lo sviluppo dei nostri territori fino ad oggi, rischiano ora di condizionare tempi e possibilità di sopravvivenza di interi comparti, a partire da quello edile”, appello congiunto dei Presidenti di Federmanager Abruzzo e Molise e Formedil Pescara, che insieme stanno facendo sinergia per formare il capitale umano dirigenziale e operativo del territorio ed essere così pronti a tornare in attività quando sarà possibile.

“Abbiamo competenze ed esperienze che possono segnare un nuovo passo per l’Abruzzo – così il presidente di Federmanager Abruzzo e Molise Florio Corneli – ma è indispensabile che le istituzioni, a partire dalla Regione Abruzzo, aprano nuovi percorsi e che i nostri rappresentanti istituzionali, a partire dai parlamentari, ci aiutino a fare arrivare al Governo la necessità di sburocratizzare questo particolare momento. Solo così molte imprese si salveranno, soprattutto nel campo edile, che è quello già pronto a ripartire e che ha anche maggiori possibilità di creare occupazione, attraverso i tanti appalti pubblici cantierati e da cantierare. Ci sono risorse capaci di generare centinaia di posti di lavoro e di conservare quelli esistenti, di sostenere le famiglie dei lavoratori e di tutti gli operatori dell’indotto, ma a tutta questa dimensione mancherà respiro se non si eliminerà la burocrazia. Passato il peggio dell’emergenza sanitaria, che ha consentito di agire ottimizzando tempi e procedure, entriamo ora nell’emergenza economica, che deve avere anch’essa dirigenti e leader capaci, ma soprattutto canali snelli, veloci ed efficaci per risollevare il Paese, regione dopo regione. Serve un cambio di passo, una nuova legge regionale urbanistica, ad esempio, attesa dal 1999 e su cui nei mesi scorsi si è riaperto uno spiraglio che speriamo apra un orizzonte concreto. Servono regole nuove anche sul rapporto fra crescita e territorio, una riforma del DM n. 1.444 del 1968 sul consumo del suolo, affinché si consenta anche la rigenerazione urbana, svincolando le azioni nelle realtà dove non c’è più territorio edificabile. Servono, infine, sportelli unici che funzionino e diano risposte e soluzioni a chi le chiede, affinché il settore possa procedere. Insomma, il motore è acceso, bisogna aprire le strade”.

Ci sono anche azioni che si possono fare immediatamente, illustra il Presidente di Formedil Pescara Federico De Cesare: “Stimare quanto la Pubblica Amministrazione deve alle imprese e chiedere di rendere immediatamente liquide tutte le fatture presentate all’incasso, per avere immissioni di liquidità immediata. I ritardi nei pagamenti ci sono, ma se si liquidano le spettanze, questo mondo può vivere. Un mondo che non è stato a mani ferme in queste settimane, si è preparato per ricominciare e per questo l’altra azione necessaria è far partire il numero maggiore dei cantieri. Tutto ciò che è cantierabile va aperto: se c’è da saltare qualcosa si salti, ma il lavoro è la cosa più importante e facendo lavorare le imprese edili, centinaia di famiglie torneranno ad avere reddito e il PIL del settore non continuerà a cadere. Noi ci stiamo attrezzando facendo formazione specifica per i titolari d’impresa e per i lavoratori e preparando documenti e corsi anche in più lingue, per dare indicazioni su come affrontare il lavoro ai tempi del Covid e come tutelarsi da eventuali rischi di contagio, oltre che da incidenti che erano la nostra prima e sola preoccupazione in termini di sicurezza, prima della pandemia”.

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