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Le sise delle monache scendono in strada, arriva il "Sise Pride" per celebrare il tipico dolce abruzzese

Pescara. Arriva il “Sise Pride” e celebra le molteplici declinazioni di uno dei dolci più amat della tradizione abruzzese: la sise delle monache. L’identità di un territorio passa attraverso le sue tradizioni, le sue tipicità eno-gastronomiche, la sua cultura. In Abruzzo, quando si pensa ad un dolce tipico, le Sise delle Monache occupano di certo un posto di rilievo e subito le si associa a Guardiagrele, ai suoi colori e al suo panorama, tanto che lo stesso Gabriele d’Annunzio definisce la città incastonata ai piedi della Majella la “Terrazza d’Abruzzo”. E proprio per sottolineare il valore, non solo organolettico delle Sise delle Monache, patrimonio di un pezzo di storia dell’Abruzzo nasce il Sise Pride, evento previsto domenica 29 luglio, ideato dai designer Elisabetta di Bucchianico e Dario Oggiano di Arago Design e patrocinato dal Comune di Pescara che si svolgerà domenica 29 luglio in un suggestivo percorso che si snoda in via Delle Caserme e che celebrerà le mille declinazioni legate a questo dolce simbolo dell’Abruzzo. Il marchio Arago Design firma dei designer ideatori del Sise Pride, Elisabetta  Di   Bucchianico e Dario  Oggiano, presenterà in anteprima assoluta  un tributo al   dolce di   Guardiagrele che   si traduce in  un  monile  di ceramica, la spilla 3SISE, in versione base e in edizione luxury con riflessi in Oro   22   carati, e  una  nuova  linea di  accessori   per   la   tavola con   un   inedito decoro “tipicamente” guardiese. “Pescara e il suo centro storico domenica torneranno a fare da vetrina e speciale galleria dell’enogastronomia regionale – così l’assessore a Turiso e Grandi Eventi Giacomo Cuzzi-  Il dolce è speciale per la sua storia e per la sua identità, che racchiude in sé e porta direttamente a Guardiagrele, borgo della Majella dove è possibile comprare e conoscere da vicino questa specialità. Ringrazio Arago Design e i suoi creativi che dopo la neola stanno facendo un’opera di recupero e di conservazione del nostro patrimonio entnografico, oltre che culinario, perché l’evento non solo racconta il dolce, ma lo consegna al futuro, promuovendone una rivisitazione e gemellando, così, la costa al cuore della Majella”. “L’evento, mira a promuovere la cultura e le tradizioni di un’area geografica, attraverso il rimaneggiamento di un suo “gioiello”, ad opera di un gruppo di creativi operanti in ambiti differenti così Dario Oggiano ed Elisabetta Di Bucchianico-  La serata di celebrazione del dolce guardiese parte dal racconto della Storica Pasticceria Emo Lullo di Guardiagrele, partner del progetto, che oltre alla degustazione del dolce tradizionale, guiderà il pubblico in un viaggio fatto di storia e aneddoti, che sottolineano il valore materiale ed immateriale   dell’antica prelibatezza. Il percorso sarà inoltre rappresentato dalla Mostra di illustrazioni dell’artista Antonio Spinogatti. A dimostrazione di quanto una risorsa culturale possa tradursi in energia creativa e opportunità imprenditoriale, vengono presentati i contributi di Arago Design, quelli dello Chef Roberto Mastrocola, giovane e talentuoso chef al timone del ristorante  Mastro Cibo e Cucina, che arricchirà la sua ricerca gourmet, maturata nella scuola di  Niko Romito, di un’evocazione inconsueta e accattivante del dolce protagonista della serata, proponendo una degustazione di finger food salato che con innovazione strizza l’occhio alla tipicità delle Sise delle Monache. Ci sarà anche il Bartender Francesco Novelli, del Different di  Corso Manthoné, il quale, nello spirito che identifica la sua costante ricerca, presenterà un cocktail ispirato alle Sise delle Monache in cui si condensano un insolito connubio tra la dimensione contemporanea delle notti metropolitane, e l’evocazione di sensazioni arcaiche provenienti dal verde e dai profumi della Majella. La serata, animata da azioni dimostrative, sarà accompagnata dalle sonorità del jazzista Piero Delle Monache in Il Sax Delle Monache e dai gusti unici della selezione di Vini della pluripremiata Cantina Tenuta i Fauri”.
Un po di dolcezza. E’ sufficiente che nei primi anni della vita si siano  assaggiate  le Sise delle Monache, perché resti inciso nell’immaginario un ricordo condiviso con gli altri “fratelli di Sise”, e che ci lega indissolubilmente alla memoria del rito di un viaggio, che si conclude con il morso alla morbidezza impalpabile del pan di Spagna profumato di vaniglia, ripieno di crema e spolverato da un’ingestibile quantità di zucchero a velo. D’altra parte, per chi non ha avuto la fortuna di conoscere tale dolce nell’età degli imprinting  emozionali, e lo assaggia a maturità già avvenuta, resta   il fascino di una specialità antica e misteriosa, legata ad un singolo luogo. Chi osserva le Sise delle Monache da un punto di vista “oggettivo” insomma, resta colpito dalla spiccata natura di tipicità estrema e di conseguenza dalla  loro preziosità. Nelle  Sise delle Monache di Guardiagrele, si condensano tanto  la potente ricchezza emozionale di un dolce “dei ricordi”, quanto l’enorme valore storico di  una  tipicità  che per varie  ragioni  può essere gustata solo  in uno specifico luogo. Ne Le Sise delle Monache si rintracciano quindi tutti gli elementi fruibili da un creativo,  in grado   di   alimentare una progettualità capace di   produrre
trasposizioni di un’icona in “altri oggetti” comprensibili e apprezzabili da molti.
 
L’antefatto. Era il 2015 quando Arago Design e  Spazioarde  organizzavano  a Pescara vecchia il Neola Pride, creatività formato cialda. In quell’occasione venivano raccolte e presentate svariate forme di creatività imprenditoriale, artistica, culinaria professionale o domestica, ruotanti intorno ad  un’icona indiscussa   della   cultura  gastronomica  abruzzese  e  dei  territori limitrofi: la ferratella, o neola, o pizzella…. Il Neola Pride, partiva insomma dal sottolineare il valore tangibile di un simbolo noto, declinato in forme talvolta inedite   o   poco   conosciute,   ma   realmente presente nell’odierna quotidianità. Nel caso del  Sise Pride, la faccenda è un po’ diversa, poiché questa volta il  tema su cui si confrontano i creativi è un oggetto di “nicchia”, noto a molti, ma non a tutti. Pertanto i frutti dell’ispirazione generata dalle  Sise delle Monache  portano in prima   battuta  ad  una  loro maggior   diffusione nella cultura di massa e successivamente diventano strumento che genera attenzione verso un territorio che  da ristrettissimo, si amplia progressivamente all’Abruzzo e poi all’Italia.
 

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