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“Lo stupro è uguale all’omicidio”, a Pescara flashmob dei familiari di Anna Carlini. La sorella: sono 2 anni che non ho più pace

Presenti anche i sindacalisti per solidarietà ai parenti della 33enne trovata morta lungo il tunnel della stazione di Pescara

Pescara. “Nel capo di imputazione vengono contestati i reati di violenza sessuale e omissione di soccorso, ma questa cosa è inaccettabile, perché Anna è stata uccisa e noi vogliamo la verità”. Così Isabella Martello, questa mattina in tribunale a Pescara, a margine del flash mob che si è tenuto in occasione della prima udienza preliminare sulla morte della sorella Anna Carlini. Alla manifestazione hanno partecipato familiari e conoscenti della vittima, insieme ad una decina di sindacalisti con bandiere della Cgil, che hanno voluto esprimere solidarietà ai parenti della 33enne pescarese, alle prese con problemi psichici, rinvenuta priva di vita, lungo uno dei tunnel della stazione ferroviaria di Pescara, la mattina del 30 agosto 2017. I manifestanti hanno esposto cartelli con le scritte “giustizia per Anna” e “stupro=omicidio”.

Isabella Martello ha osservato che “chi deve pagare è giusto che paghi senza sconti di pena. Andremo avanti fino a quando non cambierà il capo di imputazione”, ha proseguito la donna, “Anna merita giustizia come tutte le vittime di questi reati e anche chi ha visto e non ha fatto nulla deve pagare”. Sulla stessa linea l’altra sorella Jessica, che ha rimarcato che “questo è un omicidio” e ” che “chi ha sbagliato non può essere libero”. La donna ha poi aggiunto che “ono due anni che non ho più pace, Anna è sempre nella mia mente e nel mio cuore, non meritava questo perchè era una persona buona e mi mancano le sue risate”.

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