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Manifestazione “194 passi indietro” delle associazioni contro il centrodestra

Pescara. A Pescara parte la manifestazione contro la proposta votata dalla maggioranza in Consiglio
comunale per destinare un incentivo economico alle donne che decidono di non abortire. Organizza l’associazione Ginestra che ha spiegato come “in un contesto nel quale, nell’ultimo anno, le donne hanno pagato il prezzo più alto della pandemia, la destra pescarese sembra occuparsi di loro solo per mortificarne la libera scelta in materia di interruzione volontaria della gravidanza”.

Nel mirino, oltre a questa proposta del consigliere di Fdi Fabrizio Rapposelli, anche la mozione del marzo scorso del consigliere Adamo Scurti, approvata dalla maggioranza, per impegnare il Comune a piantare un albero per ogni bambino mai nato in seguito a un aborto e la scelta dell’assessore regionale alla Salute di raccomandare alle Asl di consentire la somministrazione della RU486 solo negli ospedali e non nei consultori familiari.

“Questa mozione”, spiegano gli aderenti a Coalizione Civica, “denota, se ce ne fosse ancora bisogno, la lontananza estrema di questi esponenti politici dalla realtà”. Il consigliere di Pescara Città Aperta
Giovanni Di Iacovo parla di “mozione inutile e ideologica che non ha nulla a che vedere con la realtà dei fatti e non prende in considerazione nulla di quello che è la donna. Io credo che se veramente questa amministrazione vuole veramente fare qualcosa per la famiglia e per la donna dovrebbe aumentare i nidi pubblici, dare sostegno alle madri single, favorire il sostegno al lavoro femminile, lavorare sul congedo parentale. Tutto il resto è ideologia”.

“La libertà di decidere se diventare madre non si può comprare”, dichiara a gran voce la consigliera Marinella Sclocco,”ti do 200 euro e non abortisci. Come se la decisione dipendesse da 200 euro o poco più. Potenziare i consultori, fare prevenzione primaria nelle scuole e in famiglia, aumentare i servizi per l’infanzia, ecco come si aiutano le donne a fare scelte consapevoli”.

Al sit-in hanno aderito numerosissime associazioni: Unione Donne in Italia (Udi) Pescara, Arci Pescara, Anpi Pescara, Cgil Pescara, Movimentazioni; Pas – Partecipazione Attiva Studentesca, Associazione 360 Gradi, Scumm, MAZÌ Arcigay Pescara; Jonathan Pescara; Libera Associazione Studentesca; Giovani Democratici d’Abruzzo, consiglieri comunali di opposizione, Articolo Uno Pescara; Coalizione Civica Pescara; Possibile Abruzzo; IAME Chieti.

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