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Mercatino etnico di Pescara ufficialmente chiuso, il Comune: per 100 stalli c’era solo un ambulante. Forse ora un parcheggio gratuito

L'opera era costata 250mila euro

Pescara. Era tra le priorità del programma elettorale e oggi l’obiettivo è stato raggiunto. Il mercatino etnico chiude, certificando il fallimento dell’esperimento di integrazione tentato dalla passata amministrazione.

Il sindaco Carlo Masci e l’assessore alle Attività produttive, Alfredo Cremonese, hanno ripercorso oggi in conferenza stampa le fasi che hanno portato all’approvazione della delibera con la quale si revoca l’autorizzazione che consentiva di utilizzare il sottopasso di via Ferrari per il commercio ambulante di prodotti etnici. 

Inaugurato il 14 aprile e aperto il 15 giugno, il mercato si è rivelato un fallimento fin dall’inizio. Costato 250mila euro, ha visto presente, in questi 5 mesi, un solo commerciante nei 100 stalli realizzati, sui 31 ambulanti che avevano richiesto e ottenuto i permessi per lo svolgimento delle attività  di vendita. Le richieste non sono mai arrivate ed è stata avviata l’iter di revoca.

“Siamo stati di parola  – ha spiegato il sindaco Carlo Masci – perché, fin dall’inizio, avevamo capito che l’esperimento di integrazione, così pensato, non poteva avere successo. Era tra le nostre priorità e siamo riusciti ad arrivare all’obiettivo perfino con qualche settimana di anticipo.”

L’assessore Cremonese ha ripercorso le tappe salienti per arrivare alla revoca delle concessioni, tappe che hanno visto l’amministrazione impegnata anche a reperire le residenze di chi aveva fatto richiesta, residenze che in alcuni casi sono risultate del tutto inesistenti.

“Ora inizierà una nuova fase – ha spiegato Cremonese – nella quale ascolteremo le proposte per la destinazione futura dell’area. In questa fase di transizione si potrebbe pensare a un parcheggio gratuito per il periodo natalizio o a un parcheggio a servizio dei locali commerciali del centro o a prezzi concordati.”

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