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Metà dei depuratori abruzzesi non controllati dall’Arta, la denuncia del Forum H2O: ecco i dati per provincia

Pescara. Metà degli impianti di depurazione abruzzesi non è stato sottoposto a controllo da parte dell’Agenzia Regionale di Tutela dell’Ambiente, ARTA, nel 2018. A far emergere la vicenda è il Forum H2O che grazie a un recente accesso agli atti in regione ha confrontato l’elenco ufficiale dei depuratori con i controlli effettuati dall’Arta pubblicati sul suo sito web per l’ultimo anno disponibile. “Di 528 impianti ne risultano controllati solo 270, pari al 51%”,  esordisce Augusto De Sanctis del Forum, “in provincia di Chieti su 169 ne sono stati controllati 106, a Teramo 29 su 120, all’Aquila 88 su 170. La percentuale migliore è nella provincia di Pescara pari al 68%, con 47 depuratori su 69. Abbiamo finalmente capito come mai molti impianti di cui pure conoscevamo l’esistenza non comparissero negli elenchi dei controlli dell’Arta. Molti dei depuratori non monitorati sono di piccola dimensione”, continua De Sanctis, “mentre quelli più grandi vengono controllati. Però dai dati emerge un altro grave problema: la frequenza dei controlli dell’Agenzia, anche in alcuni degli impianti più rilevanti, non è quella prevista dalla legge”. L’Arta, nel verbale di una riunione del 12 giugno 2019 convocata dalla regione che ”abbiamo visionato, ammette che ‘ci sono delle evidenti difficoltà operative ad assicurare la frequenza imposta dall’Allegato 3 alle NTA del PTA (Norme Tecniche di Attuazione del Piano Tutela delle Acque, ndr), a causa della vastità territoriale a fronte del personale attualmente disponibile’. Emerge anche che l’ARTA ha proposto di demandare una parte dei futuri controlli a partire dal primo gennaio 2020 direttamente alle società che gestiscono gli impianti.

La Regione nel verbale della riunione successiva del 17 settembre ha ricordato che deve essere assicurato “il controllo degli scarichi sulla base di un programma che assicuri un periodico, diffuso ed imparziale sistema di controlli. Il programma di controllo deve prevedere l’esecuzione di un numero minimo predefinito di campioni eseguiti ad intervalli regolari durante l’anno, in ragione della diversa potenzialità dell’impianto’, e che ‘i controlli effettuati dall’Autorità competente possono essere sostituiti con quelli effettuati dal Gestore, qualora quest’ultimo garantisca un sistema di rilevamento (e quindi di campionamento e di analisi) e di trasmissione dei dati ritenuto idoneo dall’Autorità di controllo’. “Sinceramente, data la condizione del settore della depurazione nella regione e della reale operatività di alcuni dei gestori”, conclude De Sanctis, “crediamo sia lecito avere più di qualche dubbio che affidare proprio a loro i prelievi possa essere la strada da seguire”.

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