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Necropoli romana nel Campo Rampigna, l’appello dell’Archeoclub Pescara al sindaco Masci

Pescara. La sezione pescarese dell’onlus “Italia Nostra”, presieduta da Massimo Palladini, e l’Archeoclub di Pescara, presieduto da Giulio De Collibus, hanno indirizzato una lettera aperta al sindaco di Pescara, Carlo Masci, all’assessore ai lavori pubblici, Luigi Albore Mascia, e all’assessore alla cultura, Maria Rita Paoni Saccone. La lettera riguarda gli imminenti lavori di riqualificazione sul Campo Rampigna, dove potrebbe trovarsi una necropoli romana.

“Si apprende dalla stampa” si legge nella lettera “che sono imminenti importanti lavori di ristrutturazione del Campo Rampigna. Al di là delle prescrizioni imposte dalla soprintendenza regionale archeologia, belle arti e paesaggio, si ricorda che questa è comunque un’ottima occasione, forse l’ultima, per verificare finalmente a fondo l’esistenza della necropoli romana di Ostia Aterni, secondo l’ipotesi derivante dal ritrovamento di lapidi funerarie rinvenute in periodo prebellico e già nel XIX secolo. Indagini con il georadar e tomografia 3D hanno dato comunque interessanti segnali circa la presenza di cavità e strutture murarie legate alle fasi dello sviluppo antico della città”.

“Si sottolinea inoltre che l’area, insieme all’adiacente sede della questura, coincide per la maggior parte col sedime dell’ex “caserma Rampigna”, il comparto nord della fortezza di Pescara, più specificamente destinato alle funzioni militari” continua la lettera. “Qui insistono importanti vestigia del passato come la più antica chiesa di Pescara e l’unico residuo tratto della originaria cinta fortificata; soprattutto, le due aree, unitariamente intese, costituiscono la maggiore occasione per restituire alla città un affaccio sul fiume, con la valorizzazione di testimonianze e ritrovamenti e la previsione di funzioni culturali e ricreative, in un grande giardino urbano affacciato sul fiume. Di questa grande opportunità si è discusso nel convegno “Pescara: riscoprire la città scomparsa”, promosso dalle nostre associazioni nel 2018, con importanti contributi specialistici in via di pubblicazione”.

“Si sollecita pertanto, oltre alla necessità di approfondite indagini e ricerche, l’opportunità di un approccio progettuale organico e unitario, che intenda il presente progetto come un tassello della più ampia ridefinizione dell’area nel senso sopra richiamato” prosegue la lettera. “Con l’occasione si rammenta che Pescara, in passato, non ha mai fatto nulla, purtroppo, per salvaguardare o recuperare le tracce non indifferenti del suo passato, anche quello più remoto: dal mosaico di epoca imperiale ancora interrato lungo la golena fluviale, alle condizioni di degrado del centro storico, al cosiddetto parco di Colle del Telegrafo, alle ultime tracce della fortezza cinquecentesca. In questo senso, oltre al necessario recupero delle nostre maggiori testimonianze, anche la disciplina urbanistica generale deve essere rivista alla luce della valorizzazione della città storica. Su questi temi le scriventi associazioni sollecitano un confronto con l’amministrazione comunale”.

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