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lunedì, Gennaio 17, 2022

Nibbio reale, 252 individui censiti in Abruzzo. Si conferma una delle roccaforti della specie in Italia

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Pescara. La Stazione Ornitologica Abruzzese ha appena concluso il censimento del Nibbio reale e l’Abruzzo, con i suoi 252 individui censiti simultaneamente in 6 diversi dormitori, si conferma una delle roccaforti della specie in Italia. Il Nibbio reale Milvus milvus è un rapace raro e localizzato in poche nazioni europee, caratteristico per la coda forcuta, il colore rossastro e il volo veleggiato. Per la sua rarità è una specie tutelata da Direttive e Convenzioni internazionali.

“Anche in questo inverno, nonostante le restrizioni per il Covid e le avverse condizioni meteo – dichiara Massimo Pellegrini, presidente della Stazione Ornitologica Abruzzese (Soa) – i volontari della Soa in questa settimana hanno raccolto i dati di presenza della specie contando simultaneamente in 6 diversi dormitori in totale 252 individui, numero leggermente superiore a quello medio degli anni precedenti”. La popolazione italiana di Nibbio reale è inferiore a quella di nazioni come la Spagna, ricorda la Soa, ma è ancora ben rappresentata: si stimano 314-426 coppie nidificanti, distribuite soprattutto tra Basilicata e Puglia. In Abruzzo è presente e nidificante in una vasta area nella parte meridionale della provincia di Chieti, dove purtroppo si concentrano enormi campi eolici, ed è oggetto di attività di monitoraggio da parte della Soa da oltre dieci anni. Il modo migliore per stimare l’entità della popolazione consiste nell’identificare e monitorare nel periodo invernale i posatoi, localizzati su grandi alberi dove all’imbrunire si concentrano anche oltre 100 esemplari.

La popolazione svernante in Abruzzo, parte di una metapopolazione comune a Molise e Puglia, è pari a circa il 20% della popolazione nazionale, dato molto rilevante”. L’Abruzzo rappresenta una delle regioni più importanti con popolazione nidificante inferiore solo a quella di Basilicata e Molise di una specie inclusa nell’allegato I della Direttiva 147/2009/CE, considerata Vulnerabile nella Lista Rossa delle Specie della Fauna Italiana e classificata come SPEC 2 (specie con status di conservazione in Europa sfavorevole e popolazione concentrata in EU) da Birdlife International.

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