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“Non si tornerà a scuola tutti in presenza e in sicurezza”, la denuncia del comitato “Priorità alla Scuola”

Pescara. Il comitato “Priorità alla Scuola” – attivo anche in Abruzzo, a Pescara – torna a denunciare “l’inaccettabile immobilismo che ha caratterizzato, da marzo a oggi, gran parte del mondo istituzionale chiamato a rispondere e a stabilire un piano chiaro e trasparente sulla riapertura delle scuole a settembre”.

“Il sistema dei tavoli di concertazione chiusi” ribadisce il comitato “ha prodotto una sostanziale assenza di responsabilità, un disaccordo costante delle parti e un blocco totale nei confronti di scelte definite. Non avere certezze sul piano epidemiologico non significa non poter comunque decidere cosa sia necessario fare. Rappresentiamo la comunità educante attiva e “sul pezzo” dallo scorso aprile rispetto alla necessità improrogabile e non procrastinabile di un rientro a scuola a settembre in presenza e in sicurezza per tutte e tutti”.

“E siamo molto arrabbiati/e” continua il comitato “quando constatiamo che a breve si tornerà a scuola non tutti/e in presenza e non in sicurezza. E ancora di più quando leggiamo che si valuta l’ipotesi, nella nostra regione, di far slittare di dieci giorni l’apertura delle aule. Dieci giorni in più per porre rimedio a ciò che non è stato affrontato per tempo e per risolvere il problema dei seggi elettorali nelle scuole, che poteva essere affrontato reperendo sedi alternative alle scuole, come accaduto in altri territori italiani”.

“Niente spazi in più, niente docenti in più, niente trasporti in più, niente medici a scuola (non vogliano farci credere che il referente Covid a scuola o il referente nella Asl, uno per almeno 23 istituti scolastici, lo siano!). Ma solo direttive, linee guida fumose e contrastanti, pareri su pareri, preghiere di deroghe alle norme sulla sicurezza sanitaria per poter ripartire, visto che ci troviamo, come in un viaggio nel tempo, catapultati/e nelle scuole al 4 marzo 2020” prosegue il comitato. “Ci si accorge adesso che i trasporti regionali, che non hanno mai retto adeguatamente neppure alle esigenze di un anno scolastico pre-pandemico, non possono sostenere la riduzione del 50% dei passeggeri su ogni corsa. E tra le soluzioni spuntano le più fantasiose, tra le quali il gruppo abituale di giovani che possono stare insieme sul bus o la magica idea dei 15 minuti di tragitto che tutelano da ogni infezione. E se poi, saliti i fortunati dei 15 minuti, un imprevedibile ingorgo nel traffico rallentasse la corsa? Che si fa? I fortunati scendono al volo?”

“Veniamo a sapere che a Pescara l’adeguamento degli spazi ha comportato il sacrificio di palestre per creare aule di fortuna, che però non hanno finestre adeguate, e quindi saranno illuminate costantemente da luce artificiale” continua il comitato. “A pochi giorni dalla riapertura paiono tutti svegliarsi e preoccuparsi, quando già da tempo manifestazioni e assemblee sono state organizzate in Italia e nella nostra città e dunque, per tempo. Abbiamo chiesto un incontro con l’assessore all’istruzione regionale, più volte rimandato per impegni dell’assessore e a oggi ancora non avvenuto. Abbiamo preso parte e parola al consiglio comunale straordinario aperto alla cittadinanza a tema riapertura della scuola, al quale nessun esponente della Provincia o della Regione ha ritenuto di dover partecipare e che comunque si è concluso con un sostanziale “è tutto a posto, ripartiremo in sicurezza e in presenza”. Invece siamo convinti/e che il ricorso alla didattica digitale sarà massiccio e che resterà l’unica soluzione prospettabile in cambio della sicurezza. E, visto che ne denunciamo l’inadeguatezza da mesi, non possiamo restare a guardare, proprio non possiamo”.

“Per questo il movimento “Priorità alla Scuola” ha già indetto una manifestazione nazionale a Roma il 26 settembre perché la scuola diventi il primo pensiero nel nostro paese, che, senza garantire il diritto/dovere all’istruzione, non può garantirne nessun altro. Per questo a Pescara chiamiamo la comunità educante e la società civile a riunirsi per la seconda volta in assemblea pubblica per denunciare lo stato dei fatti e continuare a proporre soluzioni. Il 7 settembre alle 17 presso Villa De Riseis: per essere parte attiva di un processo del quale va invertita assolutamente la rotta finora seguita dal governo, che sembra portare inevitabilmente alla deriva la scuola e il diritto all’istruzione” conclude il comitato.

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