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Omicidio Jennifer, difesa Troilo ricorre in cassazione: il 35enne condannato a 30 anni

L’udienza davanti alla corte suprema si terrà il prossimo 8 aprile

Pescara. Ricorso in Cassazione da parte della difesa di Davide Troilo, l’uomo di 35 anni condannato a 30 anni di reclusione per l’omicidio dell’ex fidanzata Jennifer Sterlecchini, 26 anni, uccisa a Pescara con 17 coltellate la mattina del 2 dicembre 2016. L’udienza approderà davanti agli ermellini il prossimo 8 aprile, dopo che il 24 marzo scorso la Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila aveva confermato la condanna di primo grado, per omicidio volontario aggravato dai futili motivi, emessa dal tribunale di Pescara, con rito abbreviato, nel gennaio del 2018.

A proporre ricorso è il legale di Troilo, l’avvocato Giancarlo De Marco, che sottoporrà alla Cassazione buona parte delle questioni già evidenziate in appello, che ruotano attorno alla sussistenza dell’aggravante dei futili motivi, alla mancata concessione delle attenuanti generiche ed al mancato accoglimento della richiesta di una nuova perizia psichiatrica sulla capacità di intendere e volere di Troilo. Vittime e imputato avevano convissuto nella casa di via Acquatorbida, dove il giorno dell’omicidio, in seguito alla rottura del rapporto, la ragazza si recò per recuperare alcune cose. Sterlecchini, accompagnata dalla madre e da un’amica di quest’ultima, attesero all’esterno dell’abitazione che Jennifer facesse ritorno, ma Troilo chiuse a chiave la porta, impedendo alla ragazza di uscire, per poi ucciderla con 17 coltellate.

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