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Ospedale Covid a Pescara, è polemica. Mariani: investiti milioni di euro solo su una parte del territorio abruzzese

"Il modello Veneto non ha insegnato nulla a chi governa l'Abruzzo"

Pescara. È polemica sul nuovo ospedale Covid a Pescara: a dire la sua Sandro Mariani, capogruppo di Abruzzo in Comune all’Emiclo, che sottolinea come “Marsilio e Sospiri con un colpo di mano e senza discussione alcuna, decidono a tavolino le sorti della sanità abruzzese. Ben 7 milioni di euro verranno affidati, con gara bandita tramite piattaforma il giorno di Pasquetta e con chiusura prevista per questa sera, per realizzare a Pescara un lotto dedicato all’emergenza”.

“Il modello Veneto non ha insegnato nulla a chi governa l’Abruzzo”, precisa Sandro Mariani, “ad oggi non c’è un piano significativo di prevenzione e potenziamento della medicina del territorio ma si spendono milioni per strategie che nulla hanno a che fare con il benessere dei cittadini. Dopo aver dato letteralmente i numeri nelle varie dichiarazioni pubbliche, “170 posti letto, 40 posti di terapia intensiva”, oggi si scopre, in parte perché passaggi e documenti sono ancora avvolti da fitte nebbie, che i posti letto da realizzare nel quarto lotto del Santo Spirito di Pescara sono solo 98”.
“Occorreranno due mesi per portare a termine i lavori del nuovo edificio”, tuona il consigliere regionale di centrosinistra, “in un ospedale, quello pescarese, che è già centro di riferimento Covid 19 regionale ma che avendo in sé tutti gli altri reparti, non sarà mai centro esclusivamente dedicato e sicuro. Una scelta miope e avventata che non prende in considerazione minimamente lo scenario futuro e la riorganizzazione sanitaria sul territorio regionale. Si perde l’opportunità di potenziare ospedali già completamente dedicati al Covid, come quello di Atri, che nell’immediato, anche per la prossimità alle zone rosse, può essere punto di riferimento e vero Hub per l’emergenza e in futuro diventare centro d’eccellenza nell’ambito dell’ infettivologia e della pneumatologia”.
“Siamo di fronte ad una decisione presa con i tempi e i criteri dell’emergenza”, prosegue, “si affidano milioni di euro in un batter d’occhi, ma che ha tutte le caratteristiche di una scelta politica che non vuole passare attraverso le ordinarie vie di dibattito e confronto: il centrodestra, ancora una volta, investe solo su una parte del territorio regionale, quello pescarese, mortificando aspettative e crescita delle altre province e conseguentemente di tutto l’Abruzzo. Ciò che Marsilio e Sospiri stanno delineando è una sanità regionale a due velocità in cui si insegue, anche usando l’emergenza”, conclude Mariani, “il Dea di secondo livello per Pescara mettendo completamente da parte una riorganizzazione e pianificazione sanitaria che guardi gli interessi dell’intera regione”.
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