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Ospedale Pescara, il Pd all’attacco: “Su ricoveri dati non corretti”

Pescara. “Esprimiamo una grande preoccupazione per ciò che avviene nella Asl di Pescara. A marzo 2021 è stato pubblicato il report dei ricoveri relativo all’anno 2019, ultimo anno non falsato dai ricoveri per la pandemia, e da approfondimenti svolti dalle associazioni dei pazienti e dell’utenza, oggi rappresentati da Fiorella Cesaroni e dalla Consulta medica per il DEA di secondo livello, rappresentata dal Dott. Antonio Ciofani e dalla Dott.ssa Maria Faieta e dalla Dott.ssa Anna Maria Di Domizio, molti di questi conterrebbero dati non corretti per l’Ospedale di Pescara”.

È quanto hanno dichiarato i consiglieri regionali del Pd Antonio Blasioli e Silvio Paolucci nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche anche il gruppo comunale PD di Pescara con il Capogruppo Piero Giampietro e i consiglieri Stefania Catalano e Marco Presutti.

“Il numero delle SDO (schede dimissioni ospedaliere) – si legge in una nota – che indicano i numeri dei ricoveri dei pazienti ordinari acuti del Presidio di Pescara risulterebbero circa 6.000 in meno rispetto allo stesso dato riferito all’anno 2018. Rispetto ai 25.510 ricoveri del 2018, i ricoveri nel 2019 sarebbero 19.316, con una diminuzione del 30%, assolutamente non veritiera. Una diminuzione pari alla somma dei ricoveri in due ospedali come Giulianova e Sulmona, e che, se per Pescara rappresenta una diminuzione del 30%, per la Regione Abruzzo rappresenta addirittura il 5,5% in meno di ricoveri, per aiutare a comprendere l’importanza dell’ospedale di Pescara. In alcuni reparti, come la Chirurgia maxillo-facciale e la Neurologia (la Stroke Unit), addirittura i ricoveri sarebbero pari a zero e questi reparti sono due dei reparti-requisito per il DEA di 2° livello, secondo le direttive dei punti 2.4 e 9.2.4 dell’allegato 1 del D.M. 70/2015. IL DEA di 2° livello deve garantire al paziente politraumatizzato le migliori chances di sopravvivenza.

È indispensabile avere la Neurochirurgia d’urgenza per i traumi della testa, la Chirurgia Generale, Toracica, Vascolare per i traumi del torace, dell’addome e dei vasi sanguigni.

Anche la Chirurgia Maxillo-facciale è indispensabile per i traumi del viso; quella Ortopedica per i traumi del bacino. Nel report dei ricoveri la Chirurgia maxillo – facciale risulta aver effettuato 384 ricoveri nel 2019 (che è il dato più alto in Abruzzo rispetto alle altre Chirurgie maxillo-facciali della Regione, mentre la Neurologia Stroke Unit ha effettuato nel 2019 ben 515 ricoveri – il dato più alto in Abruzzo). Anche i dati dei ricoveri riferiti a TUTTI gli altri reparti, tuttavia, conterrebbero tagli anche del 50 % di quelli effettivi, che non solo sarebbero quindi errati, ma che addirittura non terrebbero conto dei dati che le singole UOC hanno comunicato.

La Chirurgia Generale che ha 36 posti letto effettivi ed ha effettuato 1.948 ricoveri effettivi, mentre sul report della Regione figurano 47 posti letto e 673 ricoveri.

La Chirurgia Toracica ha effettuato 424 ricoveri, mentre sul report della Regione figurano solo 260 ricoveri. La Geriatria ha effettuato 2.001 ricoveri, mentre sul report della Regione figurano 1.572 ricoveri. L’Ortopedia e Traumatologia ha effettuato 1.733 ricoveri, mentre sul report della Regione figurano 1.587 ricoveri. La Chirurgia Vascolare ha avuto 580 ricoveri effettivi mentre sul report della Regione figurano 491 ricoveri. Il Nido bimbi ha avuto 2.016 ricoveri, mentre nel report della Regione ne risultano 1.505. L’Urologia ha avuto 736 ricoveri, mentre nel report della Regione ne figurano 365. L’UTIC (Unità Terapia Intensiva Cardiologica) ha registrato 1.831 ricoveri, mentre nel report della Regione ne figurano 1.399.”

Antonio Blasioli ha poi dichiarato: “Una situazione allarmante su cui vogliamo capire. Vogliamo capire come questo sia potuto succedere e in che modo abbia influito sulla programmazione sanitaria, ma anche finanziaria e del personale, del Presidio ospedaliero di Pescara e sulla permanenza in attività di alcuni reparti. Vogliamo comprendere come si possa offendere il lavoro e la professionalità di tanti medici e infermieri che oggi, nella casella dei ricoveri, a fronte del lavoro svolto, trovano numeri azzerati o di gran lunga diminuiti, ma soprattutto siamo preoccupati per ciò che poteva accadere se la Consulta medica che ha scoperto questi dati non se ne fossa accorta. Il numero dei ricoveri è fondamentale, soprattutto per “giustificare” l’esistenza di alcuni reparti. Ad esempio, per la Stroke Unit, per l’Unità Coronarica, per l’Emodinamica: se non si ha un numero “soglia” di ricoveri, si corre il rischio di essere cancellati (un po’ come è accaduto per i punti nascita con meno di 500 parti/anno).

Vogliamo capire come funzioni questo tracciamento dei flussi e le conseguenze e le ragioni di un simile errore. Chiederemo immediatamente che venga commissionata un’ispezione e con una interpellanza urgente chiederemo cosa è accaduto”. Chiediamo di correggere subito i dati e che queste modifiche siano inviate immediatamente al servizio regionale e alla Direzione generale della digitalizzazione del sistema informativo sanitario del Ministero, a cui ho scritto per comprendere i dati inviati, ma soprattutto, chiedo di comprendere dall’Assessore Verì come sia potuta accadere un fatto del genere, che lede la valorizzazione del presidio di Pescara, in termini economici certamente, ma anche in termini di riconoscimento della professionalità.

Dal 2018, in cui il tasso di occupazione dei posti letto era del 97%, si scende al 75% nel 2019. Nel momento in cui la Giunta regionale ha deliberato sulla proposta di legge della nuova rete ospedaliera che ora dovrà iniziare il cammino in Commissione V, registriamo il fallimento nell’obiettivo di dare a Pescara il DEA di secondo livello, questi numeri sembrano modificati ad arte, al ribasso, per giustificare la “non scelta”, la mancanza di coraggio di questa giunta di centrodestra che ancora una volta verrà meno agli impegni elettorali presi e classificherà il presidio ospedaliero di Pescara, con i suoi 26.000 ricoveri reali, come l’ospedale di Lanciano, che ha 6.800 ricoveri l’anno, per fare un esempio, impedendo a tutto il sistema sanitario regionale di crescere, condannandolo a restare quello che è.

Questo taglio di ricoveri appare funzionale all’appiattimento di Pescara sugli altri Ospedali con numeri enormemente inferiori.

Infatti nell’ultima bozza di Rete Ospedaliera allestita dalla Giunta si prevedono 8 Ospedali sede di DEA di 1° livello (Pescara, Chieti, Teramo, L’Aquila, Avezzano, Sulmona, Lanciano, Vasto), nessun DEA di 2° livello e funzioni di 2° livello sparse nei 4 capoluoghi. Sono certo che il Tavolo Interministeriale non approverà mai un tale Piano”.

Silvio Paolucci: “La materia di cui ci stiamo occupando in questa conferenza sarà oggetto di una interpellanza in Consiglio Regionale, in cui chiederemo, per prima cosa, se la proposta di Rete ospedaliera appena presentata è stata elaborata anche sulla base dei dati sbagliati sui ricoveri dell’Ospedale di Pescara. Una proposta che arriva dopo due anni di zero assoluto, nella pianificazione e programmazione sanitaria e che tra l’altro aumenta la frammentazione sanitaria regionale e che, penalizzando Pescara, penalizza l’intera Regione”.

Antonio Ciofani – Portavoce Consulta Clinica Ospedaliera per il Dea di 2° livello: “Da una interlocuzione avuta con gli uffici preposti, sembra che i ricoveri non inseriti nel report possano salire addirittura a 8000 – praticamente quelli di Giulianova, Sulmona e Penne messi insieme – incidendo per un 6% meno sui numeri dell’intera Regione. Sembrerebbe inoltre, che nel tentativo di correggere gli errori, sia si perseguito nel compierne altri, ad esempio inserendo i ricoveri della Stroke Unit tra quelli del Dipartimento di Medicina, nonostante il reparto faccia capo al Dipartimento Emergenze. Chiediamo su quanto accaduto una ispezione al livello regionale, anche perché tutto questo incide sulla valutazione dei servizi offerti dal presidio e dall’intera sanità regionale, e quindi può influire negativamente su nuove risorse finanziarie e nuovo personale. Il tutto, tra l’altro, in un momento in cui la scelta regionale di non individuare un Dea di 2° livello, renderebbe carente di una vera gerarchia di funzioni la sanità abruzzese, nonostante, gli ultimi dati valutabili, quelli pre-Covid dimostrino chiaramente l’imprescindibilità del numero dei servizi offerti dall’Ospedale di Pescara, i cui numeri, già solo citando il caso degli accessi al Pronto Soccorso, sono superiori a quelli di Ancona e di numerosi Ospedali di livello nazionale (Sant’Orsola di Bologna)”.

Piero Giampietro – Capogruppo Pd Comune di Pescara: “Su questa vicenda, chiediamo al Sindaco Masci di farsi sentire, non solo come responsabile sanitario del Comune, ma anche come Presidente del Comitato Ristretto dei Sindaci. Occorre che il Sindaco intervenga fortemente per richiamare la Regione Abruzzo ed evitare che tale errori produca effetti negativi sull’Ospedale cittadino”.

Marco Presutti – Consigliere Pd Comune di Pescara: “Questa vicenda, unita alla proposta di nuova pianificazione sanitaria, deve spronarci a superare i campanilismi, con l’intento di portare la nostra Regione verso un migliore livello dei servizi sanitari”. Fiorella Cesaroni – Tribunale dei Diritti del Malato: “Come sia accaduto questo plateale errore non ci è ancora chiaro. Speriamo che non arrechi un danno anche economico, perché a causa delle mancanze di dati nel report, la spesa sanitaria per i ricoveri per il presidio ospedaliero scende da 93 a 75 milioni. Questo potrebbe incidere negativamente sulla determinazione dei livelli assistenziali, peggiorando una situazione che già vede ¼ degli abruzzesi rivolgersi a strutture fuori regione, con costi a carico della sanità abruzzese, per interventi che con una buona organizzazione sanitaria potrebbero essere effettuati in Regione”.

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