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Paolucci e Blasioli: “Vicini ai lavoratori della Riello, la Regione è ferma: urge un tavolo istituzionale”

Cepagatti. “Con il sindaco di Cepagatti Gino Cantó, il vicesindaco Annalisa Palozzo, l’assessore al lavoro Camillo Sborgia abbiamo ascoltato le rappresenze sindacali e i lavoratori della Riello, inspiegabilmente vittime di scelte e politiche aziendali prese a danno delle maestranze che oggi rischiano il licenziamento, senza crisi e senza sentori e con una Regione troppo inerte sul tema lavoro e politiche industriali – così il capogruppo Pd Silvio Paolucci e il consigliere Antonio Blasioli che stamane hanno incontrato i lavoratori al presidio della Riello di Cepagatti – Siamo vicini anche ai lavoratori della Brioni di Penne e con tutti quelli che hanno il proprio futuro appeso a un filo nelle altre realtà industriali dei nostri territori che invece vivono situazioni di sofferenza. In ogni caso la Regione Abruzzo non può restare ferma, deve attivare in tempi strettissimi tutti gli strumenti che ha per mediare e fare sentire la sua presenza, portando su un tavolo tecnico il confronto e attivando politiche in grado di dare risposte ai lavoratori e alle loro famiglie”.

“La crisi era annunciata da tempo e non c’entra nulla la pandemia, come oggi dichiara il presidente Marsilio alla stampa nazionale, rivelando un’imbarazzante e totale mancanza di iniziative e strumenti istituzionali per fronteggiarla che ci sconcerta  – così i due consiglieri – , va detto, però, che questi licenziamenti non derivano dalla crisi, perché alla Riello i vertici affermano espressamente che vogliono ridurre il costo del lavoro pur in presenza di un’azienda sana e le maestranze sono a rischio per la decisione aziendale di spostare altrove la produzione dello stabilimento di Villanova. Parliamo di una realtà che fattura milioni, quest’anno siamo già a 12 milioni e con un trend in crescita, che ad agosto aveva l’80 per cento della produzione dell’anno precedente già evasa. Non è dunque una crisi aziendale: dopo l’estate 49 interinali sono stati mandati a casa e la stessa sorte fra 75 giorni la subiranno altri 71 dipendenti. Non è colpa del covid e bisogna fare presto, si faccia valere la voce dell’Abruzzo. Noi abbiamo voluto far sentire la nostra voce e, soprattutto, il nostro impegno affinché si arrivi a una soluzione positiva per i lavoratori e anche per il nostro territorio. Perché succede che la società si trasferisce a nord, dove fattura e produce di meno e delocalizza all’estero parte della produzione, quando ha qui uno stabilimento attivo e con numeri tutti positivi. La Regione faccia valere questa realtà e il suo peso con l’azienda e con gli organi governativi.

Noi oggi stesso chiederemo la convocazione di un tavolo che non comprenda solo l’incontro con la proprietà, ma veda coinvolti i lavoratori e i rappresentanti sindacali per trovare una soluzione alternativa alle scelte annunciate. Chiederemo alla capigruppo regionale un’audizione immediata delle parti e se la Regione non si attiverà siamo pronti a fare la nostra parte, tentando un’interlocuzione politica con il Ministero, a partire dal ministro del Lavoro, chiedendo il coinvolgimento di tutti, Giunta e Consiglio regionale, i parlamentari, oltre alle parti già in campo. Ma la Regione deve uscire dall’inerzia di questi mesi, confermata dalle parole del presidente e dare un forte e chiaro segnale di presenza, forza e autorevolezza, per questo e anche per le altre vertenze in corso alla Brioni, alla Denso, alla Sevel, dove le cause sono diverse da quelle che porteranno i licenziamenti della Riello.

Servono risposte immediate e strumenti istituzionali in itinere, come una legge quadro che dia ordine all’Abruzzo post pandemia e strategie per arrivare a soluzioni. È giacente e stiamo già lavorando a un aggiornamento post covid, la proposta di legge quadro costruita dal centrosinistra regionale, Giovanni legnini proponente e depositata prima dello scoppio della pandemia. Nel testo per la prima volta in Abruzzo c’è una disciplina di sistema di tutte le politiche attive del lavoro, con un quadro organico di interventi e misure moderne e innovative sul lavoro, che riassumono le migliori buone pratiche del Paese. Così come è giacente e chiediamo all’esecutivo di accorciare i tempi della discussione, il disegno di legge regionale con misure a sostegno delle donne “Disposizioni per colmare il differenziale retributivo di genere”, in attesa di essere discusso in Commissione e Consiglio regionale.

I lavoratori e l’industria abruzzese sono un patrimonio che dobbiamo difendere, con tutte le nostre forze, il prima possibile”.

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