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Pescara, Festa della Rivoluzione. Nella penultima giornata della kermesse di rievocazione d’annunziana, presenti Giordano Bruno Guerri ed Enrico Ruggeri

Pescara. La ‘Festa della Rivoluzione – d’Annunzio torna a Pescara’ si farà in quattro domani per l’ottava e penultima giornata di eventi nell’ambito della rassegna promossa per celebrare i 100 anni dell’impresa del Vate su Fiume dalla Presidenza del Consiglio regionale d’Abruzzo, in collaborazione con il Consiglio regionale, la Giunta regionale e il Comune di Pescara. I protagonisti saranno personaggi del calibro dello storico Giordano Bruno Guerri, presidente del Vittoriale degli Italiani e autore della mostra ‘Ora comincia il bello’, in corso di svolgimento all’Aurum, Federico Palmaroli, autore de #lepiùbellefrasidiosho, il Ballo di San Vito e, dulcis in fundo, il concertone del cantautore Enrico Ruggeri che porterà a Pescara il suo ‘Alma Tour 2019’, quattro eventi che si svolgeranno tra l’Aurum, piazza Muzii, le vie del centro e, a chiudere, piazza Salotto.

“Ogni angolo della città è stato praticamente illuminato dalla stella di Gabriele d’Annunzio, prepotentemente tornato a Pescara – ha commentato il Presidente Lorenzo Sospiri –. Dall’Aurum a piazza Muzii, dal molo nord ai trabocchi sino a piazza della Madonnina al centro storico dove, ieri sera, l’attore e regista Michele Placido ha riempito ogni centimetro quadrato dell’Auditorium ‘Petruzzi’ in via delle Caserme, incontenibile la folla dannunziana che di nuovo si è spostata al seguito de ‘La Festa della Rivoluzione’, tantissimi sono rimasti purtroppo fuori dal teatro e ce ne scusiamo. Ora ci prepariamo ai grandi eventi che caratterizzeranno la chiusura della manifestazione”.

Domani la Rassegna si aprirà alle 17 all’Aurum dove lo storico, saggista, giornalista e accademico italiano Giordano Bruno Guerri presenterà il suo libro ‘Disobbedisco’ – parole ai ribelli che raccontano l’Impresa di Fiume. Il 12 settembre 1919 un poeta, alla testa di duemila soldati ribelli, conquista una città senza sparare un colpo. Vi rimarrà oltre un anno, opponendosi alle maggiori potenze sotto gli occhi di un mondo ancora sconvolto dalla Grande Guerra. Lo scopo di Gabriele d’Annunzio e dei suoi legionari non era solo rivendicare l’italianità di Fiume: il Vate sognava di trasformare la sua ‘Impresa’ in una rivoluzione globale contro l’ordine costituito, e nell’avveniristica Carta del Carnaro – una costituzione avanzatissima – teorizzò un governo della cosa pubblica lontano da quello dello Stato liberale, socialista, fascista. Per sedici mesi Fiume fu teatro di cospirazioni, feste, beffe, battaglie, amori, in un intreccio diplomatico e politico sospeso tra utopia e realtà. Militari, scrittori, aristocratici, industriali, femministe, sovversivi, politici, ragazzi fuggiti di casa componevano l’esercito del ‘Comandante’, inconsapevoli di quanto avrebbero influenzato l’immaginario del Novecento.

Nelle luci e nelle ombre dell’Impresa ritroviamo, a distanza di cento anni, molti aspetti del mondo di oggi: la spettacolarizzazione della politica, la propaganda, la ribellione generazionale, la festa come mezzo di contestazione, la rivolta contro la finanza internazionale, il conflitto tra nazionalismi, il ribellismo e la trasgressione. Mussolini, che a Fiume tradì d’Annunzio, saccheggiò quell’epopea adottandone la liturgia della politica di massa: i discorsi dal balcone, il dialogo con la folla, il ‘me ne frego’, l’’eia eia alalà’, riti e miti: così l’Italia democratica ha voluto dimenticare che la ‘Città di Vita’ fu anzitutto una ‘controsocietà’ sperimentale, in contrasto sia con le idee e i valori dell’epoca sia – e tanto più – con quelli del fascismo. Eppure, se molti legionari aderirono al regime, come Ettore Muti, molti altri furono irriducibilmente antifascisti, confinati o costretti a morire in esilio, come il sindacalista rivoluzionario Alceste De Ambris.

Con il suo stile inconfondibile, Giordano Bruno Guerri ricostruisce quei sedici mesi attraverso migliaia di documenti inediti custoditi negli Archivi del Vittoriale, intrecciando in una narrazione appassionante la grande storia con le vicende degli uomini e delle donne che hanno vissuto quell’irripetibile avventura, e portando alla luce un aspetto inedito della poliedrica personalità dell’uomo che ne fu l’ispirato animatore e l’indiscusso protagonista. Giordano Bruno Guerri ha diretto ‘Storia illustrata’, ‘Chorus’ e ‘L’Indipendente’. È stato direttore editoriale dell’Arnoldo Mondadori Editore, presidente dell’istituto di alta cultura Fondazione Ugo Bordoni. È presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, direttore del MuSa, museo di Salò, e di GardaMusei. Giordano Bruno Guerri con Disobbedisco è il vincitore del Premio Casinò di Sanremo 1905 Antonio Semeria.

Alle 19 ‘La Festa della Rivoluzione’ si sposta in piazza Muzii con ‘Artiglieria in baldoria’ dell’autore Federico Palmaroli, divenuto noto con #lepiùbellefrasidiosho, che proporrà la satira come colpo ben assestato nello stomaco di tutte le saccenti musonerie. Federico Palmaroli nasce a Roma nel 1973. Di formazione umanistica, matura fin dall’adolescenza un grande interesse per la tradizione popolare tipicamente romana. È il padre de ‘Le più belle frasi di Osho’. Grande appassionato di letteratura futurista, sviluppa un’ironia che non appare anacronistico definire petroliniana. Svolge una professione che non ha nulla a che vedere con questa sua indole comica, che rimane solo il suo modo di approcciarsi alla vita. Il suo karma è racchiuso in questa citazione di Marinetti: “Mi auguro di morire prima di aver perduto le mie deliziose fanciullaggini”.

Alle 20 tutto il centro cittadino si trasformerà in un grande palcoscenico per il Ballo di San Vito che farà rivivere la cultura fiumana, con musica dal vivo e balli, evento che vedrà la partecipazione di gruppi musicali e di scuole di danza, organizzato dal Comune di Pescara alle 21.30 riflettori accesi sull’Alma Tour 2019 del grande artista e cantautore, scrittore, conduttore televisivo e radiofonico Enrico Ruggeri per il suo concertone in piazza Salotto. Enrico Ruggeri nel 1972, a 15 anni, fonda il suo primo gruppo, i JOSAFAT, che nel 1974 si trasformano, con l’ingresso di Silvio Capeci, in Champagne e Molotov (nome che ricorrerà spesso nella prima parte della carriera solista). Nel 1977 dalla fusione degli Champagne Molotov e la band Trifoglio, nascono i Decibel, con cui incide nel 1978 il primo Album Decibel (comunemente noto come Punk a causa di una scritta presente sulla copertina); l’album, pubblicato per la Spaghetti Records è un insuccesso (poche centinaia di copie), e frutta anche una denuncia per vilipendio alla religione a causa del testo di Paparock che verrà camuffato in sede di missaggio rendendolo inintellegibile all’ascolto.

Dopo il singolo Indigestione disko, e il ritorno di Silvio Capeccia, il successo arriva con la partecipazione a Sanremo con il brano ‘Contessa’ e l’album ‘Vivo da re’, la cui title-track prenderà parte al Festivalbar di quell’anno. Nel 1981 Enrico Ruggeri intraprende la propria carriera solista, ne scaturisce l’album Champagne Molotov per la casa discografica SIF. In questo periodo Ruggeri lavora anche come autore di alcuni cantanti pop come Diana Est, Den Harrow, Jock Hattle, Albert One. Dopo un breve sodalizio con Mimmo Locasciulli, Ruggeri conosce una stagione di prolifica ispirazione che lo vede pubblicare tre lavori nel giro di diciotto mesi, album che ne sanciscono definitivamente l’ingresso nel novero dei cantautori italiani più apprezzati. Nel 1987 si ripresenta a Sanremo con Gianni Morandi e Umberto Tozzi con il brano ‘Si può dare di più’ che vince la manifestazione. Al culmine del successo, nel 1993 Ruggeri conquista per la seconda volta il Festival di Sanremo con il brano rock ‘Mistero’. Nel 2003, in coppia con Andrea Mirò, è ancora a Sanremo con ‘Nessuno tocchi caino’, canzone contro la pena di morte, scritta dopo l’adesione all’omonima associazione, dove Enrico canta i pensieri del boia alle prese con ciò che per lui è solo il suo mestiere, e Andrea dà voce al condannato che spera in un atto di clemenza.

Nell’autunno 2010 è giudice nella trasmissione XFactor. Il 2011 si apre con ‘Che giorno sara’, suo primo romanzo uscito (e ristampato) da Kowalski (Feltrinelli). Nel marzo 2018, i Decibel partecipano alla 68a edizione del Festival di Sanremo con il brano Lettera dal Duca che anticipa l’uscita dell’album L’Anticristo. A marzo 2019 la partenza dell’Alma Tour composto da due tipi di esibizione che sottolineano la duplice anima del cantautore, resa celebre dal suo disco del 1990 ‘Il falco e il gabbiano’: il falco è l’animale aggressivo mentre il gabbiano è quello poetico per eccellenza. In questa serie di concerti, infatti, gli show nei teatri, in cui Enrico asseconda la sua vocazione cantautorale, si alterneranno a quelli nei club dalla verve elettronica. Enrico Ruggeri sarà affiancato sul palco durante l’acoustic tour da Davide Brambilla (fisarmonica e tromba), Francesco Luppi (pianoforte e tastiere) e Paolo Zanetti (chitarra); mentre nel corso dell’electric tour da Francesco Luppi (pianoforte e tastiere), Paolo Zanetti (chitarre), Fortu Sacka (basso) e Alessandro Polifrone (batteria).

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