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Piano d’Orta, FdI: ora si proceda alla demolizione

Pescara. “Anche Il Consiglio di Stato conferma l’obbligo a carico della Moligean s.r.l di provvedere ad un progetto di demolizione e messa in sicurezza dei fabbricati – di cui è proprietaria – insistenti sul sito inquinato di Piano d’Orta, respingendo l’appello che la società ha proposto avverso l’ordinanza cautelare emessa dal Tribunale Amministrativo Regionale.

Ora la Moligean esca allo scoperto e provveda, entro il termine congruo di 30 giorni, a produrre la proposta progettuale per rimuovere le condizioni di pericolo. Si denunciano, ancora una volta, le responsabilità di chi ha reso possibile il protrarsi di una situazione di grave immobilismo e di chi si è imposto incomprensibilmente all’abbattimento di quegli immobili, rendendosi complice dell’enorme danno all’ambiente, alla salute e alla sicurezza dei cittadini. A partire dalla precedente amministrazione comunale, su cui pende un procedimento penale per responsabilità omissive.

La Procura di Pescara iscrive nel registro degli indagati la rappresentante legale della Moligean per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità: ringraziamo il lavoro degli organi inquirenti ma ci chiediamo come mai bisogna attendere l’intervento della magistratura per porre fine ad una vicenda in cui si aveva il dovere di agire tempestivamente, anche e soprattutto alla luce delle reiterate inadempienze della società proprietaria dell’area d’interesse.

Una problematica che, parallelamente alle discariche 2a e 2b di Bussi, abbiamo attenzionato da subito – il primo sopralluogo quasi due anni fa – nel silenzio assordante quasi generale. Nel 2018 venne approvato il progetto operativo di bonifica e il piano di rimozione dei rifiuti ma l’avvio delle attività di risanamento resta incredibilmente appeso alla resistenza passiva circa il destino degli edifici del vecchio sito industriale. Un oltraggio alla salute dei cittadini residenti, che hanno subito negli anni anche il deprezzamento patrimoniale sulle loro abitazioni, oltreché ambientale”.

Così il capogruppo di FdI in Consiglio regionale, Guerino Testa e il sindaco di Bolognano, Guido Di Bartolomeo, questa mattina in conferenza stampa , in cui hanno ripercorso gli ultimi step giuridici e amministrativi inerenti l’annosa questione del sito inquinato.

PROVVEDIMENTI. Il TAR Pescara, con ordinanza n. 100 del 27/4/2021, ordinava alla Moligean srl di predisporre un progetto per la demolizione e la messa in sicurezza degli immobili, secondo i criteri di proporzionalità ed adeguatezza; con missiva del 30/4/2021, il Comune di Bolognano invitava la Moligean srl ad adempiere alla statuizione dell’ordinanza cautelare del TAR Pescara;  con nota del 18/5/2021, anche il Ministero dell’Ambiente confermava l’obbligo a carico della Moligean di procedere, senza indugio, alla presentazione del progetto relativo ai fabbricati a rischio crollo, in forza dei provvedimenti adottati dal Tar; Il 29/ 05/2021 il Sindaco di Bolognano sporge denuncia nei confronti di Federica Ederle, titolare della società Moligean.

“Non si è mai compresa la doglianza della Moligean – hanno rimarcato i due esponenti di FdI –  considerato anche come  sia l’ordinanza del Tar sia quella del Sindaco abbiano introdotto elementi di vantaggio per la ditta obbligata ad intervenire, attraverso l’opportunità di presentare essa stessa il progetto dei lavori adeguati da effettuare, esplicitando il principio di leale collaborazione tra il Comune di Bolognano e la società Moligean. Si ricorda che il pericolo per la pubblica incolumità era stato accertato da un rapporto dei Vigili del Fuoco e dal perito del Comune, ing. Andrea Giampietro, il quale ha segnalato l’esistenza di un fenomeno di collasso in atto e la possibilità di crolli improvvisi. Da qui, l’urgenza di procedere al più presto anche per permettere di far proseguire speditamente le operazioni di bonifica, da parte di Edison. Va, altresì precisato – dato non trascurabile e sintomatico dell’atteggiamento assunto da Moligean – che la Società, nonostante sia proprietaria dell’area in questione e dei manufatti industriali che minacciano rovina, non si sia mai attivata per rimuovere le cause di pericolo. L’obbligo di provvedere all’esecuzione dei lavori necessari, infatti, sorge indipendentemente da qualsiasi provvedimento coattivo della pubblica amministrazione. La Moligean la smetta di sottrarsi a quanto statuito nell’ordinanza del Tar e produca il piano di smantellamento, prospetto che il Comune dovrà approvare, dopo averne accertato l’adeguatezza in termini di fattibilità e modalità, prima di dare corso alle opere, anche al fine di coordinarle con le attività di bonifica poste in capo alla Edison” , hanno concluso Testa e Di Bartolomeo.

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