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Polemiche per la pista ciclabile di via Pineta, Presutti: come possibile concepire una follia così

Pescara. A Pescara è polemica per la pista ciclabile istituita dall’Amministrazione Comunale in via della Pineta, nel mezzo della carreggiata.

A criticarne aspramente la realizzazione è il consigliere comunale del Pd Marco Presutti: “Pubblico su Facebook due foto agghiaccianti di viale della Pineta dove si vede lo spazio nero tra le due strisce rosse dove dovrebbe passare una pista ciclabile, nel bel mezzo del traffico in una strada di grande scorrimento a doppio senso di marcia. Pedalare lì in mezzo richiederebbe più che il coraggio; direi che servirebbe anche una qualche pulsione per il suicidio. Come è stato possibile – dichiara Presutti – concepire una simile follia, palesemente in contraddizione col codice della strada e col buon senso? Secondo questi illuminati signori, in fatto di mobilità la prima cosa è salvaguardare i parcheggi. Così
hanno interrotto il cantiere in atto, lo hanno fatto stare fermo per mesi e poi hanno partorito l’idea che si vede
nelle foto: improvvisamente le fasce rosse raddoppiano e diventano misteriosamente le corsie di marcia delle
automobili, mentre le biciclette devono passare in mezzo. I posti auto a destra sono salvi. Un soluzione geniale
no?”.

La Fiab (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) Pescara boccia la realizzazione della pista ciclabile
di viale Pineta.

Il presidente Filippo Catania: “Ho parlato con l’assessore tecnico e dirigenti. Li forse avrebbero voluto realizzare qualcosa di diverso. C’è stato poi un cambiamento di progetto ed è stata trovata una soluzione che è quella che si vede oggi. Noi siamo sorpresi da questa soluzione che assolutamente è contro ogni logica per cui la proposta che facciamo è che, stravolto il progetto e non va bene, si facciano delle correzione secondo il Decreto “Semplificazioni” del 16 luglio 2020 recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale e che prevede la strada urbana ciclabile. Auspichiamo – conclude il presidente Fiab – anche una maggiore consultazione delle associazioni che si occupano di mobilità per collaborare”

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