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Progetto Noemi, attivata la Terapia sub-intensiva pediatrica all'ospedale di Pescara

Pescara. La Terapia sub-intensiva pediatrica, definitivamente attivata all’ospedale di Pescara con l’approvazione della delibera di Giunta regionale n. 81 del 12 febbraio, rappresenta un tassello centrale nel progetto di riorganizzazione dell’offerta sanitaria in Abruzzo, che l’attuale amministrazione regionale sta portando avanti fin dal suo insediamento nonostante le difficolta’ iniziali legate al commissariamento. Si tratta, infatti, di una struttura unica, non presente in una vasta area del centro-sud, rispondente alle esigenze assistenziali dei bambini con patologie complesse neuromuscolari a carattere degenerativo, anche con provenienza da altre regioni. Il traguardo e’ frutto di un lungo percorso, iniziato nel 2015, portato avanti dalla Regione e dalla Asl di Pescara insieme all’associazione Progetto Noemi, che aveva piu’ volte sollecitato l’istituzione di una struttura per l’assistenza di pazienti in eta’ pediatrica affetti da malattie neuromuscolari a carattere degenerativo.
Finora, infatti, i bambini e le loro famiglie sono stati costretti a lunghi ed estenuanti “viaggi della speranza” in altre regioni, con tutti i disagi e le criticita’ che questo comporta. “Con Andrea Sciarretta, il papa’ della piccola Noemi e presidente del sodalizio – commentano il presidente della giunta regionale Luciano D’Alfonso e l’assessore alla Sanita’ Silvio Paolucci – abbiamo condiviso tutti i passaggi di questo progetto, grazie anche al prezioso supporto del direttore generale della Asl di Pescara Armando Mancini e del direttore della Uoc di Pediatria Giuliano Lombardi, che hanno lavorato con abnegazione affinche’ la Terapia sub intensiva pediatrica diventasse realta’. Si tratta – proseguono – di una struttura d’eccellenza che dispone di una sofistica strumentazione necessaria per assistere i piccoli pazienti nei due posti letto, individuati nella UOC di Pediatria del Presidio Ospedaliero di Pescara, con la presenza di personale medico e paramedico appositamente formato presso l’Istituto di alta specializzazione Gaslini di Genova. C’e’ voluto del tempo. Oggi, pero’, possiamo finalmente affermare che la sanita’ abruzzese ha compiuto un altro concreto passo in avanti”.

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