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Proteste in Nigeria contro la brutalità della polizia, Acerbo (Prc): Italia ed Europa intervengano

"Fermiamo la violenza", manifestazione per domenica 1 novembre in Piazza Sacro Cuore a Pescara, organizzata dalla comunità nigeriana

A Nigerian policeman gestures at a driver to pull over his car for proper checking at a roadblock in Lagos, Nigeria Tuesday, March 31, 2020 as the city faces a two-week lockdown with residents told to stay in their homes and vehicle movement banned in an attempt to halt the spread of the new coronavirus. The new coronavirus causes mild or moderate symptoms for most people, but for some, especially older adults and people with existing health problems, it can cause more severe illness or death. (AP Photo/Sunday Alamba)

Pescara.”In Nigeria da settimane sono in corso manifestazioni contro la brutalità della polizia che ricorre sistematicamente a torture e esecuzioni extralegali. Più di 50 persone sono state assassinate durante le manifestazioni dalla polizia che spara su chi protesta. La comunità nigeriana ha organizzato a Pescara una manifestazione per domenica 1 novembre in Piazza Sacro Cuore dalle 15 alle 17. Io parteciperò e invito tutti a partecipare”, così Maurizio Acerbo, segretario nazionale di  Rifondazione Comunista ed ex consigliere regionale e comunale.

“La violenza”, spiega Acerbo,” che caratterizza le classi dirigenti di molti paesi africani è figlia della corruzione che le vede complici della rapina delle loro risorse da parte delle ex-potenze coloniali. Anche l’Italia ha responsabilità pesanti in Nigeria visti i disastri ambientali causati dall’Eni come dalle altre compagnie petrolifere occidentali. È doveroso chiedere che Italia e Unione Europea intervengano sul governo nigeriano affinché cessi l’uso delle armi contro la popolazione in violazione del diritto internazionale come sottolinea l’appello lanciato da *Amnesty International* che invito a sottoscrivere  https://www.amnesty.it/appelli/ferma-la-violenza-della-polizia-in-nigeria/ “.
“Come dovrebbe essere chiaro a tutti il nostro futuro è strettamente legato a quello dei popoli del continente africano. So che oggi noi italiani siamo presi dall’emergenza #covid ma proprio la pandemia dovrebbe insegnarci che i problemi sono globali”, conclude Maurizio Acerbo.
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