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Ricoveri covid hospital Pescara, Albani: “Sì con personale Asl, in fase acuta 300 malati insieme”

Pescara. “Ove in fase programmatoria si intenda concentrare a Pescara i pazienti critici covid 19 positivi di tutto l’Abruzzo, ciò è fattibile: vi sono sia la struttura sia le attrezzature necessarie, ma bisogna prima provvedere alla ridistribuzione del personale sanitario, al fine di non esporre i pazienti a potenziali criticità assistenziali”.

Lo dichiara il responsabile regionale per le emergenze, Alberto Albani, che inizialmente si era opposto al trasferimento nel covid hospital di Pescara degli 11 ricoverati nelle rianimazioni dei nosocomi abruzzesi e per questo finito al centro di uno scontro a distanza con il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e il direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, Pierluigi Cosenza.

“In attesa dell’eventuale necessaria programmazione, rimane in vigore a livello regionale quanto disposto dalla DGR n. 334 del 16/06/2020 a cui il Referente Sanitario Regionale deve attenersi”, si legge in una nota firmata da Albani, “qualora, nella malaugurata e non auspicabile ipotesi di peggioramento della situazione epidemiologica dell’epidemia, con necessità di reperimento urgente di posti letto di Terapia Intensiva, sarà compito del Referente rispondere alla situazione di Emergenza così come avvenuto nella prima, seconda e terza ondata pandemica”.

Albani sottolinea che “il Covid Hospital, allestito in tempi record e con importanti risparmi di spesa rispetto al piano di investimento iniziale, ha consentito sin dalla fine di maggio 2020 di accogliere gradualmente i degenti Covid-19 provenienti da tutte le Asl della Regione. Nella fase più acuta dell’emergenza Covid-19, ha accolto e prestato la necessaria assistenza a un numero elevatissimo di pazienti Covid-19, raggiungendo punte di oltre 300 assistiti contemporaneamente. Si è trattato di volumi raramente raggiunti a livello nazionale”.

Secondo Albani, direttore del pronto soccorso a Pescara, “l’ipotesi, attualmente prospettata da alcune fonti, di concentrare i pazienti critici presso il Covid Hospital di Pescara, se da una parte potrebbe consentire ‘una economia di scala’ a livello regionale nella gestione del paziente covid critico, dall’altra necessita di un potenziamento del personale medico, infermieristico, OSS, in modalità modulare. Tale personale aggiuntivo deve essere integrato, in quota parte, dalle Asl che facciano richiesta di posti letto di terapia intensiva. Fondamentale sottolineare questo aspetto”, conclude, “dal momento che la Asl di Pescara non ha ricevuto fondi aggiuntivi, rispetto alle altre Asl, per le risorse umane”.

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