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Scoliosi, lordosi e cifosi: alle Officine ortopediche Som realizzati circa 300 busti l’anno

Circa trecento busti l’anno, per correggere soprattutto la scoliosi ma anche la lordosi e la cifosi, 15 dipendenti tra cui tecnici ortopedici, personale di laboratorio e impiegati amministrativi.

Sono questi solo alcuni dei numeri della sede di S.o.m. Officine Ortopediche di Angelo Massimiani che si trova a Pescara, su Viale Marconi, al civico 268.

Un investimento importante quello su Pescara, su cui l’imprenditore Massimiani ha puntato per la realizzazione di un laboratorio in cui si realizzano busti correttivi.

Così mentre nel laboratorio di Avezzano ci si è maggiormente specializzati nella realizzazione di calzature ortopediche e plantari, a Pescara il lavoro è più orientato sulla realizzazione di corsetti correttivi, soprattutto della scoliosi. Tanto che oggi il centro che nasce nel cuore di Pescara, quindi facilmente raggiungibile anche dall’uscita dell’autostrada, è diventato punto di riferimento di tutta Italia.

Uno dei risultati ottenuti grazie all’uso di un busto correttivo realizzato alle Officine ortopediche S.o.m.

 

«Nel centro abbiamo accolto clienti che ci hanno fatto visita da Rimini e anche da Bari», racconta Massimo Piccinini, responsabile del centro di Pescara e dei negozi di Lanciano e Vasto, «cerchiamo di avvantaggiare il cliente quanto più possibile in modo che quando arriva in laboratorio siamo in grado di realizzare e consegnare un busto anche in giornata».

I tecnici ortopedici del laboratorio della sede di Pescara dell’azienda S.o.m. vantano formazione ed esperienza sul campo e negli anni hanno raggiunto risultati importanti riconosciuti a livello nazionale.

 

Come richiedere un busto correttivo

 

A necessitare della correzione sulla spina dorsale che arriva dal busto sono soprattutto i bambini subito dopo l’età dello sviluppo. Più o meno l’età è quella compresa tra i 10/12 anni e i 16/17.

Con una visita specialistica, si ottiene la prescrizione medica con cui poi nelle Officine S.o.m. si avvia tutto l’iter per l’ottenimento del busto.

È il medico specialista che individua le correzioni da apportare: durante tutta la lavorazione il personale S.o.m. è a stretto contatto con i medici specialisti che prescrivono l’utilizzo del busto. Tra il centro e i medici che seguono i pazienti è continuo lo scambio di informazioni.

Lo strumento correttivo è completamente gratuito fino ai 18 anni e anche per gli invalidi civili.

I clienti vengono seguiti anche durante tutto l’iter burocratico. È chiaro che prima si interviene sulla problematica riscontrata e sicuramente più ottimizzati saranno i risultati.

I busti vengono realizzati manualmente e completamente su misura dopo una misurazione che permette di ricostruire ogni punto su cui è necessario intervenire.

La preziosa formazione con un tecnico del centro Don Gnocchi di Firenze

 

Nel laboratorio di Pescara in cui si realizzano i corsetti correttivi è ormai consolidata una tecnica per la realizzazione dei moulage e dei calchi in gesso che permette un’aderenza pressoché perfetta al corpo del cliente.

I tecnici del centro S.o.m. hanno avuto la possibilità di formarsi con uno dei tecnici più accreditati del centro Don Gnocchi di Firenze.

«Con un’esperienza di 40 anni», spiega Massimiani, «è stato un professionista che realizzava 1.200 busti l’anno. Il centro Don Gnocchi è conosciuto come un centro che riesce a trattare le “scoliosi impossibili” e per il nostro personale è stato un valore aggiunto ricevere tale formazione».

 

I tipi di busti

 

La proposta più avanzata per il trattamento conservativo delle curve scoliotiche oggi è rappresentato dal corsetto Chêneau.

Il principio biomeccanico con cui l’ortesi agisce ha come obiettivo quello di ottenere la correzione tridimensionale della deformità scoliotica mediante un’azione derotante sul piano trasverso, deflettente sul piano frontale e normalizzante sul piano sagittale, così da detorcere la colonna ed opporsi alla progressione della patologia.

Il corsetto Chêneau prevede l’applicazione di specifiche aree di spinta e corrispondenti aree di espansione conformate in modo da creare dei vettori di forza che consentano di massimizzare l’azione detorcente sul rachide e così il  riallineamento del tronco e della zona del bacino.

Il busto di Chêneau è un dispositivo dinamico che sfrutta la meccanica respiratoria per modulare l’azione delle spinte e creare una mobilizzazione ripetitiva del rachide in detorsione con effetti riequilibranti sul precarico della muscolatura del tronco.

 

 

Un altro tipo di corsetto viene sempre dalla tradizione francese ed è conosciuto con il nome di “Lionese”.

Il corsetto tipo lionese ha come obiettivo quello di mantenere la correzione ottenuta con corsetti gessati.

 È costruito per riprodurre le forze di correzione.

Ai lati di due aste posteriore ed anteriore, mediane rispetto al tronco, sono incernierati tutti i componenti del corsetto sia quelli statici che quelli dinamici.

È indicato per scoliosi sino ai 40° e deve essere indossato subito dopo l’ablazione del corsetto gessato e mantenuto sino a 12-18 mesi dopo il termine della maturazione ossea.

Deve essere portato 24 ore su 24 inizialmente e poi si procederà allo svezzamento con rimozione parziale progressiva .

 

Al centro Massimo Piccinini, avezzanese ormai “pescarese di adozione”, responsabile del centro di Pescara

 

S.O.M. Srl Officine Ortopediche

 

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