The news is by your side.

Scritta Dux riemersa sul costone della Montagna a Villa Santa Maria, interviene anche il Partito Comunista Abruzzo: operazione apologetica

Villa Santa Maria. “È di questi giorni l’iniziativa dell’Amministrazione Comunale di Villa Santa Maria, paese di poco più di 1.000 abitanti, nota soprattutto per la sua arte culinaria e per le scuole di cucina, di far “riapparire” la scritta DUX sulla roccia chiamata “La Penna” che sovrasta questo paesino della Provincia di Chieti. Questa iniziativa è senza dubbio fuori luogo e da condannare, soprattutto, per il risvolto storico avvenuto durante la seconda guerra mondiale, dove un partigiano cercò di cancellare questa scritta ma fu barbaramente trucidato dai mitra delle milizie fasciste prima che potesse completare il suo atto. Per tal ragione riteniamo che riportare alla luce quella scritta non sia una operazione di rimembranza storica ma pura apologia del fascismo. Ma sappiamo anche che il Sindaco sicuramente, anche se schierato da sempre con il centro-destra, non è un “fascista”. Cresciuto nella DC di Remo Gaspari ha seguito negli anni della “seconda Repubblica” il suo capo corrente democristiano più per “convenienza amministrativa” che ideologica”, si scaglia così sulla vicenda lo strale del Segretario regionale del Partito Comunista, Antonio Felice.

“Questa iniziativa fa parte, comunque, di quel processo di revisionismo storico avviato proprio nella “seconda repubblica” da un esponente di spicco dell’allora PDS, l’on. Violante che nel suo discorso di insediamento come Presidente della Camera dei Deputati parlava di pacificazione e di guerra civile invece che di guerra di liberazione.
Il PDS-DS-PD in questi anni ha sempre cercato di accreditarsi come forza antifascista, anche se di un antifascismo di facciata, senza ricercare i veri motivi che portano al fascismo”.

“In contiguità con questa linea politica – prosegue Felice – c’è anche l’iniziativa dell’On. Camillo D’Alessandro che a seguito di questa vicenda rivolge al Ministro degli Interni, attraverso una interrogazione parlamentare se “il ministro intenda intervenire per rimuovere uno dei simboli fascisti, inneggianti a Benito Mussolini”. L’On. D’Alessandro però evita di interrogarsi esso stesso su cosa significa essere antifascisti in un paese che ha cancellato la sua memoria storica equiparando comunismo e nazismo e con una propaganda anticomunista che dura ormai da decenni, con una sinistra che ha abbandonato le classi popolari al loro destino di sfruttamento capitalistico, che ha perso ogni legame sociale con le classi subalterne, che ha lasciato i “deboli” al loro tragico destino di una vita fatta di ricatti in cambio di un “pezzo di pane” per poter vivere”.

“Il fascismo non si sconfigge con un’interrogazione parlamentare né tantomeno per decreto come fece qualche anno fa lo stesso PD con il decreto Fiano, ma si sconfigge culturalmente non accreditando le falsità storiche che circolano sul ventennio più buio della nostra giovane storia – sostiene il segretario regionale – Essere antifascisti significa essere anticapitalisti. Infatti, il fascismo da sempre è stato il braccio armato del capitalismo, nato per contrastare il movimento operaio, le sue lotte, le sue conquiste. Noi Comunisti ci impegniamo a riportare l’antifascismo e l’anticapitalismo nei luoghi dove è necessario militare: nelle fabbriche, nelle scuole, nelle piazze. Ma al tempo stesso invitiamo il PD e tutta la sinistra in un percorso culturale comune per ristabilire quelle verità storiche che anche loro hanno contribuito a cancellare. Ad esso lanciamo questa sfida: combattere l’antifascismo sul piano sistemico e culturale”.

“Riguardo, invece al Sindaco di Villa Santa Maria, ci auguriamo che la sua antica vocazione democratica prevalga sulla tentazione di rispolvero per il periodo più buio della storia di questo Paese. Se così non fosse – chiosa – il Partito Comunista interverrà nelle sedi giuridiche competenti per far applicare la Costituzione Repubblicana nata, appunto, dalla resistenza e non dalla restaurazione del più atroce e infame periodo della storia d’Italia”.

Potrebbe piacerti anche