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Sea Watch, Capone (Ugl): toni alzati per creare un precedente, è elemento di distrazione di massa

Un’immagine postata sul profilo twitter della Sea Watch, 27 giugno 2019. ANSA/TWITTER/SEA WATCH ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++ ++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO? ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L?AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA++

Pescara. “E’ necessario abbassare i toni. Quello dei migranti è diventato un elemento di distrazione di massa che non consente di impiegare energie e tempo su ciò che serve per la crescita del Paese”. Lo dice all’ANSA il segretario generale dell’Ugl, Paolo Capone, oggi a Pescara per la presentazione del suo libro “#Populeconomy: l’economia per le persone e non per le élites finanziarie”, un saggio con la prefazione del ministro Matteo Salvini.

Sulla Sea Watch 3, secondo Capone, “sono stati alzati i toni in maniera esagerata per creare un precedente su quella che sembra più una tratta di uomini e donne che una questione di immigrazione”, mentre “non si può giocare sulla pelle degli immigrati. Non è possibile usare in modo strumentale l’esigenza di intere nazioni che hanno bisogno di poter sviluppare sui propri territori strategie per una vita più dignitosa”. Citando un recente convegno con sindacati del Pakistan e del Senegal, il segretario dell’Ugl afferma che “ci sono Paesi che portano avanti iniziative all’interno per far sì che le persone non vadano via e per progettare la crescita. In tal senso in alcune zone sta maturando una coscienza di questo tipo”.

“La Tav va assolutamente fatta”, afferma il segretario generale dell’Ugl Capone, “ne va non soltanto di un collegamento importante nell’asse viario europeo, ma anche della credibilità del Paese. Non può esistere che un Governo, anni fa, ha preso degli impegni che poi vengono smentiti in corso d’opera. Non è un comportamento da Paese serio”. La questione Tav, secondo Capone, si inserisce nel più ampio dibattito delle misure e degli interventi che il Governo dovrebbe portare avanti per il rilancio del Paese. “Se il Governo dimostrasse il coraggio sufficiente per individuare politiche industriali chiare e per incentivare interventi di lavori pubblici, che sono l’altra componente del carburante necessario per far riprendere il cammino all’Italia”, osserva, “avremmo risolto diversi problemi”. “Chiediamo una sorta di cura shock per la cantierabilità di tutte le opere già assegnate, dalla Tav in poi, e un intervento straordinario sul riassetto idrogeologico del Paese”, conclude il segretario Ugl, “e sulla messa a norma del patrimonio immobiliare scolastico e sanitario dello Stato”.

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