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Spaccatura nel Pd, ecco chi va con Renzi e chi resta. Fina intanto convoca gli amministratori

Da Luciano D'Alfonso a Stefania Pezzopane, tutte le reazioni in Abruzzo

Pescara. La spaccatura all’interno del Partito democratico e la scissione da parte dell’ex premier, Matteo Renzi, ha avuto ripercussioni anche in Abruzzo. L’ex segretario del Partito democratico e premier, con la fondazione del nuovo partito, “Italia Viva”, è riuscito fino ad ora a conquistare 40 parlamentari, ma non è escluso che la campagna acquisti andrà avanti anche nelle prossime settimane.

Al contrario di quanto si era ipotizzato, non andrà con lui Luciano D’Alfonso, ex presidente della Regione Abruzzo, che rimarrà nel Partito democratico come l’onorevole Stefania Pezzopane, da sempre vicina a Renzi ma radicata nel Pd. “Resto nel Pd”, ha scritto ieri la deputata dem, “è la mia casa politica, ho lottato per averla, per cambiarla. Resto a casa mia.In tanti mi stanno chiamando per sapere cosa faccio. Non avrei mai voluto essere messa di fronte a una tale scelta, ma confermo la mia volontà di dieci anni fa di contribuire a creare proprio questo partito e di essere al servizio di questa comunità”.

Sembra ormai cosa fatta l’abbandono di Camillo D’Alessandro, onorevole ed ex consigliere regionale, dal Pd. D’Alessandro infatti avrebbe deciso di lasciare i dem e spostarsi con Italia Viva.

“Mi sento convocato dall’iniziativa politica di Matteo Renzi”, ha spiegato ieri in una nota l’onorevole, precisando che Renzi “rimane uno dei più grandi leader europei riconosciuto per le qualità politiche, per la capacità di lettura e per la sua velocità, spesso confusa con la spregiudicatezza. Sono convocato dagli affetti e dal pensiero politico, tuttavia, prima di decidere, ho il dovere di ascoltare gli amici, di verificare fino in fondo il progetto e di avere tutte le informazioni necessarie”. Sarebbe fino ad ora l’unico rappresentante istituzionale vicino a Renzi.

Ha deciso di lasciare il partito anche l’ex segretario regionale Marco Rapino. In una lunga lettera ieri rivolta ai suoi follower ha spiegato le motivazioni che lo hanno spinto a lasciare i democratici. Rapino definisce la sua decisione “una nuova avventura per dare all’Italia il futuro che merita”.”È necessario e auspicabile costruire un nuovo soggetto che sappia dialogare con tutte quelle persone che oggi non sanno chi votare e che non possono guardare al Pd come interlocutore”, ha sottolineato l’ex segretario regionale nella lettera, “credo che l’Italia abbia bisogno di luoghi dove progettare idee che costruiscano la casa degli europei del 2030.

Resta invece nel Pd Manola Di Pasquale, presidente del partito regionale. “Resto nel Pd e lo faccio con la serena consapevolezza di chi sa di poter trovare ancora, nel Partito democratico, i valori ai quali ha affidato la propria vita politica”, precisa la presidente del Pd Abruzzo, “non si può e non si deve cercare una nuova casa, quando si ha la certezza di vivere in quella più adatta al proprio sentire”.

Non è escluso che andranno con il nuovo partito di Renzi anche amministratori ed ex. Proprio per sondare il terreno venerdì il segretario regionale del Pd, Michele Fina, ha convocato a Chieti, alle 15, nella Sala consiliare della provincia, le amministratrici e amministratori locali del Pd con l’intento di eleggere un coordinamento regionale del partito.

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