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Turismo di lusso, vale 60 miliardi ma potrebbe raddoppiare: Italia meta sognata

Pescara. Dall’hotel di lusso con vista esclusiva sul centro storico alla masseria a 5 stelle, dalle spese nei negozi dell’ineguagliabile moda italiana alla cena dallo chef stellato.

E poi la prima all’Opera, il viaggio a bordo dei gioielli dell’industria automobilistica italiana, l’escursione esclusiva etc.
Che un Paese meraviglioso e assieme piccolo e “fragile” come l’Italia debba puntare più alla qualità che alla quantità dei turisti è cosa risaputa ma si concretizza oggi in numeri e scenari che fanno molto riflettere nella giornata di Altagamma dedicata al Luxury Travel.

Il turismo di lusso in Italia, emerge infatti dal Libro Bianco sul Turismo di Altagamma presentato alla presenza del ministro Massimo Garavaglia, rappresenta meno dell’1% delle imprese di soggiorno e il 3% circa del numero di notti, ma genera il 25% della spesa dei turisti nel nostro Paese per un valore di indotto, inclusi spese e consumi indiretti, di 60 miliardi di euro.

La spesa diretta ammonta a 25 miliardi (circa 7 miliardi in soggiorno, 2 in ristorazione, 14 in visite, escursioni e shopping).
Inoltre il turista che alloggia in strutture di eccellenza spende oltre nove volte più della media e un hotel a 5 stelle impiega il doppio dei dipendenti rispetto alla media. Ma l’Italia potrebbe fare davvero molto di più: il potenziale del contributo del turismo di alta gamma in Italia potrebbe essere 2-4 volte maggiore i valori attuali: per quanto riguarda i soli consumi diretti passando da 25 miliardi fino a 60-100 miliardi.

L’Italia, infatti, è il Paese più desiderato dai viaggiatori di alta gamma, ma non quello più visitato: prima è la Francia, seconda la Gran Bretagna, terza l’Italia, scelta oggi solo da 3-4 turisti alto-spendenti su 10.

“La fine del tunnel – dice Garavaglia – è vicina, il turismo di lusso potrà e dovrà tornare a difendere il proprio brand di eccellenza nel mondo e a promuovere l’Italia nel mondo. Bellezza, eleganza e stile sono la cifra delle vostre attività – ha aggiunto Garavaglia – sono la cifra dell’Italia e la forza del turismo italiano. Un turismo che si sta sempre più
orientando verso un’offerta di qualità. Come in passato, il turismo di alta gamma ha una forte vocazione per
l’internazionalizzazione. Sono gli stranieri a garantire l’80% della spesa del settore e sanno di trovare in Italia
un’accoglienza sempre all’altezza delle loro aspettative, un’attenzione ai particolari e la capacità tutta italiana di
far sentire a proprio agio il turista”.

Il libro bianco di Altagamma realizzato con la collaborazione di Bain & Company, Boston Consulting Group, Enit e Global Blue mostra ampie aree di possibili miglioramento. Ad esempio per quanto riguarda i turisti cinesi: in circa 320.000 hanno viaggiato in Italia nel 2019 spendendo il 40% in più rispetto alla media. Ma siamo solo la sesta meta per i luxury traveller della Cina che non considerano l’Italia come destinazione chiave per montagna, campagna e mare.

“I viaggiatori internazionali, in particolare quelli che esercitano nei loro Paesi un certo grado di influenza – aggiunge Matteo Lunelli, presidente di Altagamma che rappresenta 107 imprese dell’alta industria culturale e creativa italiana – possono diventare i più importanti testimonial del nostro Paese. L’esperienza che siamo in grado di offrire loro, dal momento in cui scendono dall’aereo a quello in cui partono, si tradurrà nella loro personale narrazione dell’Italia, nella testimonianza più diretta – e dunque più credibile – delle nostre qualità. O dei nostri difetti”.

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