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Vaccini: Italia tra le ultime d’Europa e 45esima nel mondo dopo Serbia, Cile, Estonia e Lituania

Tutti i retroscena sulle vaccinazioni nei Paesi dell'Europa e del Mondo

Nelle prime fasi della campagna di vaccinazioni, l’Italia era apparsa come il modello da seguire in Ue, uno dei Paesi più virtuosi per la somministrazione dei vaccini. Le cose però sono cambiate e le  somministrazione dei vaccini anti covid hanno subito un rallentamento.

Tra gli ultimi. L’Italia, come si vede dal grafico, è 45esima nel Mondo rispetto al numero degli abitanti vaccinati. E’ tra le ultime de’Europa, dopo Spagna, Germania, Grecia, Polonia, Ungheria, Romania, ma anche dietro a Serbia, Cile, Estonia e Lituania. Insomma, di questo passo sarà tra le ultime nazioni a uscire dalla crisi, non solo dopo le nazioni più blasonate, ma anche dopo quelle più povere e con un’economia più debole.

I dati. L’Italia, in totale, ha ricevuto finora 6.2 milioni  di dosi, tra Pfizer, Moderna e AstraZeneca e ne ha somministrate 4.3 milioni, neanche il 70%. La situazione in Italia è cambiata  soprattutto dopo l’arrivo del vaccino di AstraZeneca, quello che, al momento, sembra essere somministrato più lentamente da tante Regioni. Tutto ciò probabilmente a causa del  passaggio da una vaccinazione negli ospedali e nelle strutture sanitarie a una di massa, che ha creato molte difficoltà. Anche perché fino a pochissimi giorni fa non era ancora stato deciso a chi somministrare realmente il vaccino AstraZeneca e alla fine si è deciso di darlo agli under 65. Inoltre regna la confusione visto che ogni regione  decide,  in autonomia la sua strategia vaccinale e decide a chi somministrare prima le dosi. 

Strategia discutibile. Un altro problema riguarda la disorganizzazione nella copertura vaccinale di persone più a rischio. In Italia nonsi riesce a vaccinare ancora le persone fragili, quelle più a rischio. La campagna neanche è iniziata. Inoltre quella rivolta alle persone più anziane procede a rilento. Nel frattempo però si è iniziati a vaccinare, anche con dosi Pfizer in alcune regioni, altre categorie che sono meno a rischio riguardo ai decessi. Così facendo il numero di decessi, che è poi il dato più importante, stenta a scendere. In Inghilterra al contrario sono state vaccinate soltanto le fasce a rischio (oltre al personale sanitario) e i decessi sono scesi drasticamente.

Perché no al vaccino russo. Al momento in Europa i vaccini approvati sono i tre che sta utilizzando l’Italia, ma ci sono Paesi come Croazia e Malta che utilizzano solo il Pfizer, mentre l’Ungheria ha approvato anche Sinopharm e Sputnik. Ora anche Croazia e Slovacchia pensano di usare lo Sputnik V. Si allarga il fronte di Paesi dell’Unione europea che guardano al vaccino anti Covid-19 russo. Eppure Budapest lo ha approvato, insieme a quello cinese, nonostante manchi per entrambi l’ok dell’Agenzia europea del farmaco (Ema). La Slovacchia ha avviato le trattative con Mosca e anche il governo croato ha confermato di lavorare all’acquisto. L’Europa continua a ignorare le offerte della Russia e Bruxelles continua a non fidarsi di Vladimir Putin.  Non si fa un discorso scientifico e diplomatico. L’Europa sembra fare una valutazione di psicologia chiedendosi come mai la Russia stia offrendo milioni di dosi all’Europa quando non sta procedendo in modo proprio spedito  nelle vaccinazioni della propria popolazione.  Si trova infatti al 65esimo posto, Russia con 300mila dosi somministrate in meno dell’Italia, precisamente  3.900.000, pur avendo una popolazione più vasta. Una cifra da non sottovalutare se si considera la prevalenza ampia del vaccino proprietario.

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