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Viminale: atti intimidatori contro i sindaci, diffusi sui social network

Pescara. Nel 2020 sono stati 623 gli atti intimidatori contro amministratori locali, in lieve diminuzione (-4,7%) rispetto al 2019. Così il rapporto stilato dal Viminale sulla base dei dati forniti trimestralmente dalle prefetture, dal Servizio analisi criminale della Direzione centrale della polizia criminale del Dipartimento della pubblica sicurezza.

Delle intimidazioni rilevate 328 sono di matrice ignota (52,6%), 90 per tensioni sociali (14,4%), 70 di natura privata (11,2%), 68 per tensione politica (10,9%), 62 di criminalità comune (9,9%), 3 per terrorismo (0,5%), legati alle Nuove Brigate Rosse segnalate dalla regione Emilia Romagna, e 2 di criminalità organizzata (0,3%).

Gli amministratori locali più colpiti durante il 2020 sono stati i sindaci (312 casi) pari al 50% del numero complessivo, seguiti dai consiglieri comunali (139 casi) e dai componenti della giunta comunale/metropolitana/provinciale (89 casi) che costituiscono rispettivamente il 22,3% e il 14,3% del totale.

La regione che ha registrato il maggior numero di atti intimidatori nel 2020 è la Sicilia con 73 eventi (erano stati 84 nell’anno precedente), seguita dalla Campania con 68 (nel 2019 erano stati 57) e dalla Lombardia con 65 (nel 2019 erano stati 74).

Le province più interessate dal fenomeno: Napoli con 33 eventi (rispetto ai 24 del 2019), Cosenza con 26 (rispetto ai 17 dell’anno precedente), Torino con 24 eventi (rispetto ai 35 nel 2019).

Le intimidazioni sono avvenute mediante danneggiamenti di beni privati o pubblici, seguiti da minacce verbali o scritte, missive anonime, e, infine, con minacce/offese attraverso i social network.

È proprio questa ultima modalità a rendere più semplice e veloce l’intimidazione che, a portata di click,
consente a chiunque di porre in essere una condotta minatoria, offensiva o diffamatoria nei confronti di un
amministratore locale.

Ciò considerando che la responsabilità degli amministratori locali è accresciuta nella percezione dell’opinione pubblica. Il ministero dell’Interno, viene spiegato, “tiene alta l’attenzione sul fenomeno, considerata l’attuale situazione del Paese in cui il disagio economico e sociale può esporre, ancora di più, gli amministratori locali ad episodi di intimidazione.

In tale direzione, dallo scorso giugno, sono stati inviati ai prefetti dei capoluoghi di regione anche due vademecum destinati agli amministratori locali, alle prefetture e alle Forze di polizia, elaborati dall’organismo tecnico di supporto all’Osservatorio nazionale presso il Viminale, con l’invito a raccogliere eventuali proposte di implementazione”.

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