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Violenza sulle donne, la Fidapa Pescara Portanuova illumina di rosso il ponte Flaiano

Pescara. Oggi, martedì 24 e domani, mercoledì 25 novembre, su iniziativa della Fidapa (Federazione Italiana Donne Arti, Professioni, Affari) sezione Pescara Portanuova, il ponte Flaiano si colora di rosso, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne. L’iniziativa voluta dall’associazione, presieduta da Simona Corsello, intende non solo ricordare la brutale aggressione alle sorelle Mirabal, violentate, torturate e barbaramente uccise nel ’60, nella Repubblica Dominicana, ma anche dire, ancora una volta e con forza, basta alla violenza, alla disuguaglianza, alla discriminazione.

Sono passati più di cinquant’anni da che la sociologa e criminologa Diana Russel, nel ’76, per la prima volta usò il termine “femminicidio” per identificare i crimini contro le donne. Ancora oggi, però purtroppo, ogni 3 giorni una donna è vittima di femminicidio e nel 78% dei casi le aggressioni vengono perpetrate tra le mura domestiche, come sottolineano e ultime indagini. Il problema è ancora più grave se si considera che mentre le violenze subiscono un continuo incremento le denunce subiscono un’ulteriore diminuzione. Gli appelli non vengono ascoltati. Le istituzioni non mostrano di saper intervenire in modo severo. Le donne stesse appaiono vittime di una visione e di un’idea di inferiorità intellettiva, valoriale e liberale rispetto all’uomo. A queste donne, ma anche a tutte le altre, la Fidapa, sezione Pescara Portanuova che, da sempre si occupa della promozione dei diritti e della dignità della persona, si rivolge per dare il suo sostegno. “Noi ci siamo e siamo schierate al fianco delle donne e di tutte le numerose associazioni che si occupano della promozione dei diritti e della dignità di ogni donna – affermano le donne della Fidapa Pescara Portanuova -. Noi ci siamo per cercare di migliorare la condizione femminile in vista di una società più equa e un mondo di pace. Noi ci siamo, per incoraggiare le donne a prendersi cura di se stesse, ad amarsi di più, a ritrovare autostima e autonomia nei confronti di “quell’altra metà del cielo” che rifiuta di capire e sa dare solo amore malato”.

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