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Acqua rossa sulla riviera sud di Pescara, l'associazione Pescara – Mi piace chiede pubblicazione dati

Pescara. Dopo undici giorni di attesa, l’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ “chiede che siano resi pubblici i risultati delle analisi condotte dall’Arta sui campioni di acqua prelevati dalle unità della Guardia Costiera sulla riviera sud, a ridosso della sponda nord del Fosso Vallelunga, dopo tre giorni di sversamenti di acqua rossastra che ha colorato la spiaggia”. Armando Foschi, membro dell’Associazione, ricorda che il fenomeno è stato notato dai cittadini domenica 15 aprile. “Il colore rosso proveniva dai tre tubi di scarico delle pompe di sollevamento del cantiere che fa capo alla società Terna, il cantiere per il ricongiungimento dei cavi elettrici sommersi che dal Montenegro arrivano a Pescara – spiega Foschi in una nota – Per l’allestimento dell’area di lavoro, ad almeno 3 o 4 metri sotto il livello del mare, la società ha montato una serie di tubazioni con maxi-siringhe per prosciugare l’area di cantiere, siringhe che riversano l’acqua in mare.
A fronte del colore rosso vivo si sono sollevate le preoccupazioni nostre e dei cittadini, soprattutto perché siamo a ridosso della stagione estiva e quel tratto di mare è a tutti gli effetti balneabile”. “Ci ha sorpreso verificare la totale assenza e il completo disinteresse delle istituzioni, a partire dall’amministrazione comunale del sindaco Alessandrini” prosegue Foschi che ricorda anche come abbia chiesto, il 17 aprile scorso, l’intervento della Guardia Costiera che ha eseguito campionamenti. “I campioni prelevati – spiega Foschi – sono stati portati nei laboratori dell’Agenzia Regionale per la Tutela Ambientale (Arta), unica voce ufficiale in tale materia e la
stessa Associazione ha consegnato alla Guardia Costiera tutto il materiale documentale inerente lo sversamento”. Ancora oggi, lamenta Foschi, “nessuno dice alla città cosa sia accaduto sul litorale di Porta Nuova. A questo punto rivolgiamo la nostra istanza direttamente ad Arta e Guardia Costiera affinché rivelino pubblicamente l’esito degli esami condotti, anche al fine di restituire tranquillità ai cittadini e agli imprenditori della zona”.

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