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Bonifica Piano d’Orta: Tar annulla ordinanza di demolizione del sindaco Di Bartolomeo

Piano d’Orta. Dopo la sospensione cautelativa delle demolizioni, con la sentenza del 12 gennaio, il Tar ha annullato anche l’ordinanza del sindaco del Comune di Bolognano impartita alla Moligean, proprietaria delle aree inquinate. “In pratica oggi possiamo dire che su Piano d’Orta tutte le ordinanze del Sindaco Di Bartolomeo sono state annullate o sospese”, ha dichiarato Antonio Di Marco, presidente emerito della provincia di Pescara e Capogruppo Progetto Comune. “Sulle attività di bonifica del Sin di Bussi sul Tirino, da Presidente della Provincia di Pescara ho raggiunto risultati importantissimi – sotto la mia presidenza le complesse attività amministrative della Provincia di Pescara non sono state minimamente scalfite dai tanti ricorsi della Edison – invece il sindaco Di Bartolomeo ha collezionato solo annullamenti e sospensioni. Con riguardo ai problemi che affliggono Piano d’Orta oggi bisogna purtroppo prendere atto che le iniziative del Sindaco di Bolognano e del Ministero dell’Ambiente non sono state all’altezza. Il Ministero ed il Sindaco hanno imposto alla proprietaria delle aree, la Moligean, la demolizione dei fabbricati che un tempo erano il cuore pulsante della Montecatini a Piano d’Orta. Da Presidente della Provincia di Pescara, nel partecipare personalmente alle riunioni delle conferenze di servizi a Roma, avevo espresso, direttamente ai massimi vertici del Ministero, forti dubbi, sulla possibilità di imporre la demolizione dei fabbricati oggi viva testimonianza della memoria industriale”.

“I dubbi che avevo sollevato”, prosegue Antonio Di Marco,”sono stati confermati dai Giudici del TAR. I provvedimenti del Ministero e del Sindaco Di Bartolomeo sulla demolizione dei vecchi manufatti sono stati prima sospesi e poi annullati. Il Tar sulle “misure” da adottare parla solo di “realizzazione di lavori” che, ha precisato il TAR, devono rispettare “il criterio di proporzionalità tra quanto ordinato e quanto strettamente necessario per rimuovere la condizione di pericolo (Consiglio di Stato, sentenza 6951 del 2018)”. Il TAR ha usato parole molto dure contro l’ordinanza del Sindaco “l’ordinanza impugnata appare carente, in quanto non si specifica quali e per quale parti gli immobili debbano essere demoliti o messi in sicurezza, mancando uno studio tecnico dettagliato in tal senso e ispirato al succitato criterio di proporzionalità”.

“L’ordinanza del sindaco è stata annullata e ora dovrà ricominciarsi daccapo. Il sindaco dovrà coinvolgere tutte le parti, per stabilire insieme gli interventi strettamente necessari per la messa in sicurezza. Non si possono concepire le demolizioni e le distruzioni che vuole invece il Sindaco di Bolognano e come rappresentanti dei cittadini ci opporremo a qualsiasi dispersione della memoria del sacrificio dei tanti lavoratori e famiglie di Piano d’Orta. Oggi ribadisco, ancora una volta, che gli interventi sui fabbricati devono essere funzionali a tutelarli e a metterli in sicurezza, non a demolirli, non a distruggerli. Se da presidente della Provincia mi sono battuto per la bonifica delle aree inquinate, adesso, dopo gli importantissimi risultati ottenuti, è arrivato il momento della valorizzazione e dello sviluppo, non delle demolizioni. La sentenza richiama più volte l’ordinanza provinciale di individuazione del responsabile della contaminazione emessa sotto la mia presidenza. Esiste un movimento spontaneo di cittadini che vuole vedere consegnata all’intera collettività le aree bonificate e anche nella sentenza si legge dell’iniziativa di un “comitato di cittadini” tesa a trasformare l’area “in un polo museale di archeologia industriale”.

“L’ordinanza del sindaco è stata annullata non solo sui fabbricati ma anche per quanto riguarda gli inerti edili presenti sul terreno e che mi risulta comunque la Edison dovrebbe rimuovere a breve. Ricordo che solo qualche settimana fa è stata annullata l’ordinanza di rimozione dei rifiuti abbandonati fuori dal perimetro della vecchia Montecatini e oggi è stata annullata anche quella sugli scarti di demolizione. Nella sentenza si legge che “le prove citate dal Comune e dal Ministero dell’Ambiente, circa l’imputabilità alla ricorrente proprietaria del fondo del deposito degli scarti da demolizione, non appaiono dotate di sufficiente univocità, al punto di poter valutare come “più probabile che non” la circostanza che detto deposito sia avvenuto per dolo o colpa della Moligean srl. Piano d’Orta, e tutti gli abitanti della Val Pescara, hanno diritto ad un’opportunità di crescita economica, culturale ed ambientale”, ha concluso Antonio Di Marco.

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