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Caso AstraZeneca, tutta la verità: cosa dicono i numeri. Ecco il rapporto ufficiale

E’ caos vaccini. I dubbi e le incertezze per il caso AstraZeneca hanno portato cinque procure italiane, tre siciliane e due campane,  a indagare sulla morte cinque persone: tre uomini delle forze dell’ordine, un bidello e una professoressa, morti dopo aver ricevuto il vaccino AstraZeneca.

Però le uniche due autopsie svolte, quella sul corpo del maresciallo dei carabinieri Giuseppe Maniscalco, di 54 anni, stroncato da un infarto 48 ore dopo l’iniezione, e   quella sulla professoressa Annamaria Mantile, di Napoli, morta qualche giorno dopo la somministrazione, hanno escluso qualsiasi nesso di causa ed effetto. Non ci sarebbe, dunque, alcuna correlazione tra i due decessi e la somministrazione della dose.

E allora?

Se gli studi  eseguiti fino a oggi non hanno trovato alcun nesso tra questi eventi e le iniezioni se non quello temporale che è stato del tutto casuale, il punto quale è? Il punto sono i dati statistici, non solo quelli clinici ed epidemiologici.

Ma i grandi numeri, al di là dei singoli episodi, cosa dicono?

Nel Regno Unito a ricevere questo vaccino sono state oltre 11 milioni di persone sull’isola. I decessi sono stati 256, che corrisponde allo 0,025% del totale. Il tasso di letalità per il covid in Italia è del 3,17.

In sostanza, quella per il vaccino, qualora fosse dimostrata, sarebbe una mortalità che è uguale a quella della popolazione non vaccinata. Gli studi effettuati non hanno poi trovato alcun nesso tra questi eventi e le iniezioni se non quello temporale che è stato del tutto casuale.

L’Ema stessa ha sottolineato che i casi di coagulazione del sangue (non tutti mortali, ricordiamolo) tra le persone che hanno ricevuto il vaccino di Oxford sono stati 22 su 3 milioni, una cifra bassissima. E’ la stessa proporzione di casi che ci sono nella popolazione normale non vaccinata.

Insomma la coagulazione del sangue, statisticamente, in quei 22 casi avrebbe potuto verificarsi ugualmente così come i decessi che, per quanto comunque tragici, in una situazione normale non sarebbero stati ritenuti eventi eccezionali come succede adesso che vengono collegati al vaccino. Ora è da capire a chi andranno le dosi italiane in questa fase di stop.

Nell’ultimo rapporto ufficiale su AstraZeneca,  a seguito della revisione delle segnalazioni individuali e dei modelli di segnalazione, non è emerso che il vaccino abbia svolto un ruolo nella morte.

La decisione della sospensione della campagna presa dalla Danimarca e in altri Paesi, tra cui l’Italia, è stata ritenuta eccessivamente precauzionale da Londra dove hanno continuato la campagna di vaccinazione normalmente, anche se pure loro hanno ricevuto le dosi del famigerato lotto ABV5300.

L’epidemiologo di Stato danese, Thorolfur Gudnason, ha detto al giornale Frettabladid:

“Mi rendo conto che questa notizia aumenterà la preoccupazione delle persone per i vaccini, ma vorrei ricordarvi che quando così tante persone vengono vaccinate contemporaneamente, vediamo sempre qualcosa dopo le vaccinazioni che dobbiamo studiare e valutare”.

Anche le autorità mediche olandesi hanno affermato che non vi è alcuna prova di un collegamento tra le dosi AstraZeneca e la coagulazione del sangue:

“La trombosi e l’embolia polmonare non sono effetti collaterali noti del vaccino. Quando grandi gruppi vengono vaccinati come avviene ora, allora ci si può aspettare tali segnalazioni”.

Ecco il rapporto ufficiale
COVID-19_AstraZeneca_Vaccine_Analysis

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