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Covid-19, richieste misure specifiche per il settore pesca. Imprudente: settore danneggiato dall’emergenza

Pescara. “Nelle sedute di queste settimane della commissione Politiche Agricole della conferenza delle Regioni abbiamo portato avanti la richiesta di inserimento di specifiche misure anche per il comparto della pesca, danneggiato dal crollo della richiesta, delle vendite e della difficoltà di rispettare gli standard minimi di sicurezza a bordo dovuto agli effetti dell’emergenza coronavirus”. È quanto sottolinea il vicepresidente della Giunta regionale Emanuele Imprudente. L’ultima seduta in videoconferenza con le regioni si è svolta ieri con la partecipazione del ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, e sulla scorta degli indirizzi già ipotizzati per l’agricoltura, ha visto l’elaborazione di proposte ad hoc.

In particolare è stata chiesta la semplificazione, proroga e snellimento amministrativo con riferimento ai bandi relativi ai fondi europei Feamp pesca e acquacoltura, rinvio dei termini e delle scadenze correlati a progetti di investimento finanziati con fondi Feamp con revisione dei cronoprogrammi, al fine di evitare il disimpegno automatico, e possibilità di rimodulazione nei vari obiettivi tematici destinandole alle misure necessarie al rilancio del settore della pesca. Chiesto anche l’indennizzo per i produttori per danni diretti o indiretti (mancata vendita, crollo dei prezzi di mercato per scarsa domanda), raddoppio della soglia “de minimis” (aiuti di Stato), aumento per un triennio della percentuale degli sgravi contributivi alle imprese di pesca.

Inoltre è stata richiesta l’anticipazione del fermo pesca o scomputo delle giornate di pesca perse sul prossimo fermo pesca, sblocco ed erogazione dei pagamenti per il fermo pesca già effettuati e non ancora pagati, la moratoria per le imprese di pesca dei contributi previdenziali e assistenziali, tasse e imposte, rate mutui, prestiti, esposizioni bancarie, le intese con il sistema bancario per avere flessibilità nella concessione di fidi e aperture di credito e infine l’applicazione della CIGS in deroga a tutto il settore della pesca e dell’acquacoltura (ivi compresa la piccola pesca artigianale).

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