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Diritto oblio, arriva il no della Cassazione su rimozione di notizie da archivi web

Pescara.”La persona protagonista della notizia, salvi i limiti di verità di quest’ultima,  non potrà ottenere la cancellazione dall’archivio di un giornale on-line invocando il diritto ad essere dimenticata”. E’ uno dei passaggi più rilevanti, contenuti nell’ordinanza della Corte di Cassazione, che il 19 maggio scorso ha accolto il ricorso presentato dal quotidiano online PrimaDaNoi.it, annullando con rinvio una precedente sentenza del tribunale di Pescara.

Il giornale online, attivo in Abruzzo dal 2005 fino al 2018 quando fu costretto a chiudere proprio a causa della valanga di ricorsi innescata da un precedente pronunciamento, di senso opposto, della Cassazione, era stato condannato dal tribunale di Pescara in seguito al rifiuto di cancellare un articolo riguardante una persona che, nel 2015, aveva patteggiato i reati di frode in pubbliche forniture, sostituzione di persona e falso in atto pubblico commesso da privato. La richiesta di rimozione dell’articolo era pervenuta al giornale un anno e otto mesi dopo la pubblicazione della notizia, finita poi nell’archivio del giornale e indicizzata da Google. “Agli archivi digitali dei quotidiani – si legge
nell’ordinanza – deve riconoscersi copertura costituzionale sia in quanto strumentalmente connesso all’attività di
ricerca storica (…) sia perché comunque espressione della generale manifestazione del pensiero (articoli 33 e 21
della Costituzione)”.

Gli ermellini hanno inoltre rimarcato che “il tribunale di Pescara non ha accertato i profili di applicabilità della misura della deindicizzazione della notizia dei motori di ricerca quale rimedio sufficiente e, in correlazione a ciò, i profili di eventuale responsabilità dell’editore”. Un aspetto che chiamerebbe dunque in causa Google, quale unico soggetto titolato a decidere se e quando deindicizzare.

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