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Emergenza Coronavirus e Autismo, famiglie abruzzesi: con l’isolamento i problemi prendono il sopravvento

Pescara. “Non vogliamo compassione, ma un vero è costante sostegno psicologico a noi genitori che, seppur non pretendiamo di far migliorare le condizioni dei nostri figli, non vorremmo disperdere
quanto fin qui acquisito con grandi sforzi”.

E’ quanto affermato, nel pieno dell’emergenza Coronavirus, da un gruppo di famiglie abruzzesi con bimbi autistici, alla vigilia della Giornata mondiale sull’autismo, un appuntamento dal valore particolare, che verrà celebrato domani.

“Quest’anno stiamo convivendo con questa situazione paradossale che mai nessuno avrebbe immaginato”, ha sottolineato Vincenzo Corallo a nome delle famiglie, spiegando in che modo chi ha a che fare ogni giorno con l’autismo stia vivendo l’emergenza coronavirus. “Dopo la presa d’atto della patologia ed il riconoscimento Asl  è iniziato un lungo e faticoso percorso basilare per le patologie neuropsichiatriche, fatto di incontri, socializzazione e integrazione scolastica che pian piano ha cominciato a dare i frutti desiderati. Poi d’un tratto è arrivato il Covid-19 ed i vari professionisti che ci
hanno sempre accompagnato e guidato sono svaniti. Sono rimaste sporadiche videochiamate e poco altro per cui, di conseguenza, è aumentata l’insofferenza dei nostri figli che, a distanza di quasi 20 giorni d’isolamento, sta iniziando a farsi sentire insistentemente. Frustrazioni, ecolalie, stereotipie e basso livello d’attenzione stanno iniziando a prendere il sopravvento e mentre noi cerchiamo di stare al passo, a volte le lacrime e lo sconforto hanno il sopravvento”, ha concluso Vincenzo Corallo. “I più fortunati hanno una larga rete familiare a cui sfogare le proprie preoccupazioni, altri annaspano fra l’indifferenza generale e le frasi di circostanza di chi non potrà mai capire la situazione nella quale ci troviamo”.

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