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Fase 3, pugno duro a Pescara contro la movida: arriva il Daspo urbano

Non si placano le polemiche su orari troppo rigidi

Pescara. Potenziamento dei controlli delle forze dell’ordine con il ricorso ad unità cinofile, servizi specifici per il controllo del tasso alcolemico, applicazione del Daspo urbano e, in caso di accertamento della violazione di vendita di alcolici ai minorenni, applicazione delle sanzioni amministrative di chiusura del locale e sospensione della relativa licenza. Pugno duro a Pescara contro la movida del centro nella “fase 3” dell’emergenza coronavirus. L’introduzione delle nuove misure è stata decisa nel corso del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che si è svolta stamani.

La questione del divertimento serale e notturno nel capoluogo adriatico, città nota per la sua movida anche al di fuori dei confini regionali, sta facendo discutere fin dalla riapertura del 18 maggio, soprattutto nella zona di piazza Muzii, distretto food and beverage più grande d’Abruzzo. Rigidissimi, infatti, gli orari imposti dal Comune – mezzanotte dalla domenica al mercoledì e l’una dal giovedì al sabato – con il risultato che i gestori e le associazioni di categoria sono sul piede di guerra, rivendicando il diritto ad essere messi in condizione di ripartire dopo il lockdown.

Nonostante alla base dei provvedimenti del Comune vi sia il contenimento della diffusione del virus, il risultato delle misure è che, durante il weekend, nella fascia oraria consentita, le vie dei locali sono strapiene come non era mai successo. Non sono mancate scazzottate tra i più giovani, all’esterno delle aree di pertinenza delle attività. I gestori, che hanno anche istituito un servizio di vigilanza privata, non sono contrari ai maggiori controlli, ma chiedono a gran voce un ampliamento degli orari. In loro supporto sono scese in campo le associazioni di categoria, secondo le quali sono a rischio il turismo estivo e l’economia cittadina. Si oppone all’ampliamento degli orari una parte dei residenti del centro.

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