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Il caso di Gastroenterologia di Penne arriva in consiglio regionale, Pettinari (M5s): vergognoso disinteresse per aree interne

"L'assessore Verì non da alcuna certezza sul ripristino dei servizi"

Pescara. Il disfacimento della struttura semplice di Gastroenterologia del presidio opedaliero “S. Massimo” di Penne arriva in Consiglio regionale grazie ad un’interpellanza del consigliere regionale Domenico Pettinari. “Dall’assessore non arriva nessuna certezza sul ripristino della seconda unità medica a Penne a sul ripristino della seconda sala endoscopica”, sottolinea il consigliere regionale del Movimento 5 stelle, “una risposta, quella dell’assessore Verì, che riteniamo pertanto insoddisfacente. Stiamo parlando di un’eccellenza a livello regionale, una delle pochissime che registra mobilità attiva in termini sanitari e che ad oggi è abbandonata a sé stessa con un solo medico poiché il secondo, seppur con provvedimento aziendale è stato assegnato a Penne, continua a svolgere la propria funzione all’interno dell’ospedale di Pescara, penalizzando ancora di più il sistema sanitario delle aree interne”.

“L’assessore continua a leggere risposte vuote di visione politica”, tuona il 5 stelle, “scritte dagli uffici e che non palesano in nessun modo la volontà di questa giunta in una direzione o nell’altra. Quello che forse il centro destra non capisce è che nel corso degli anni l’unità operativa semplice di gastroenterologia di Penne è riuscita ad acquisire una elevata professionalità, diventando nel campo un eccellenza di riferimento, per l’Abruzzo e territori limitrofi, raggiungendo le 4 mila prestazioni annue e una mobilità attiva”, spiega Pettinari, “tra le prestazioni eseguite presso l’U.O.S. di Gastroenterologia si effettuavano anche le metodiche endoscopiche di alta complessità, diventando il punto di riferimento per tali prestazioni per tutto il centro Italia”.
“Stiamo parlando di un servizio che copre un bacino di utenza di circa 42mila abitanti”, conclude Domenico Pettinari, “suddivisi in 14 comuni, in zone montane e di difficile percorrenza, di cui alcuni facenti parte del cratere del sisma dell’Aquila del 2009 o comunque poste a breve distanza dallo stesso Comune di Penne. Proprio su tali presupposti veniva approvato dal Parlamento un emendamento presentato dal M5S che derogava le misure messe in atto dal Decreto Lorenzin. Scongiurando così il depotenziamento previsto dalla norma nazionale.  Ma ad oggi la Giunta è ferma ed è vergognoso che non si mettano in campo tutte le azioni necessarie per ripristinare i servizi nella struttura”.
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