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L’Abruzzo regione amica dei pazienti con difficoltà uditive, Menzietti: snellito l’iter per ottenere le protesi

L’Abruzzo regione amica dei pazienti con difficoltà uditive. Grazie a un’apposita ordinanza siglata in piena emergenza coronavirus è stata data la possibilità ai pazienti con difficoltà uditive di vedere snellire l’iter per risolvere il proprio problema. Una mano tesa, quindi, dall’amministrazione regionale che si è dimostrata nuovamente vicina ai cittadini che sono consapevoli di avere una patologia e vogliono iniziare il percorso per trovare una soluzione pur essendo in piena pandemia. Non solo “Nonno ascoltami”, l’iniziativa che è partita dall’Abruzzo ed è arrivata fino a Ginevra come esempio virtuoso di screening, ma anche l’ordinanza 60 del presidente, Marco Marsilio, che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a migliaia di abruzzesi. Mauro Menzietti, presidente dell’Associazione nazionale Audioprotesisti, che conta oltre 4mila tecnici specializzati in tutta Italia e 2.000 Centri Acustici riconosciuti dal Ministero della Salute da Federsalute, è soddisfatto dell’ordinanza regionale perché c’è stata una vera e propria “rivendicazione del diritto delle persone con difficoltà di udito che in questo periodo si erano viste costretti a non poter usufruire delle agevolazioni offerte dal Sistema Sanitario Nazionale”.

 

Il problema della sordità è sempre più sentito in Italia e secondo i dati nazionali continua a crescere di anno in anno. Come state gestendo la richiesta che arriva dagli utenti in questo particolare periodo?

“I centri acustici, come tutte le attività sanitarie, sono rimasti sempre aperti perché considerati essenziali e necessari quindi per la continuità del servizio. Un apparecchio acustico senza il suo tecnico Audioprotesista, infatti, non funziona. Serve quindi assistenza e continuità del servizio, attività gratuita che facciamo tutto l’anno, molto spesso anche a domicilio. Lo Stato in questo ha capito bene l’esigenza delle persone e gli Audioprotesisti si sono messi a disposizione degli utenti. Immaginate un bambino o un adolescente senza l’apparecchio durante l’emerga coronavirus, come avrebbero potuto frequentare le lezioni a distanza? Come del resto gli anziani soli in casa, come avrebbero potuto vivere la loro quotidianità? Il problema inizialmente c’è stato per chi doveva avere accesso a una nuova fornitura o al rinnovo della stessa, a causa del blocco delle prescrizioni dovuto al rallentamento dell’iter da parte del sistema sanitario. In questo però l’ordinanza della Regione è stata lungimirante perché grazie alla grande sensibilità dell’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, e del Direttore Regionale Claudio D’Amario, si è riusciti a informatizzare diverse procedure e accelerare l’iter, per il bene dei tanti deboli di udito che altrimenti avrebbero dovuto pagare di tasca propria la rimediazione e riabilitazione uditiva”.

Ogni anno sia nelle piazze e sia nelle strutture sanitarie vengono organizzati screening per spingere gli utenti a effettuare i controlli. Quanto sono importanti?

“Sono fondamentali. Sono la prima fase che permette all’utente di capire se c’è un
problema e come bisogna intervenire. “Nonno Ascoltami” è una onlus che è partita proprio dall’Abruzzo e porta gli specialisti nelle piazze di ogni comune dando la possibilità a chi ha problemi di udito di uscire fuori dal suo guscio e riconoscere il proprio problema, senza essere tirato per la giacchetta da moglie, figli o nipoti. Molte volte essendo un disagio che peggiora con il tempo il paziente si abitua e non va alla ricerca della soluzione, per questo è fondamentale che il medico di base metta in guardia gli over 65 sulla possibilità di avere dei problemi d’udito anche perché il 12 per cento degli italiani, ben 8 milioni di persone, soffre di questa patologia ma non lo sa. L’anziano che oggi non risolve il suo problema di udito si espone a conseguenze ben più gravi, per questo la prevenzione a tutti i livelli e a tutte le età è fondamentale”.

Anziani e non con difficoltà di udito rischiano di isolarsi se non riescono a risolvere il problema che spesso ha come unica soluzione quella di far ricorso alle protesi. Quali sono le richieste che vi arrivano dagli utenti e quali le risposte che date maggiormente?

“Estetica, facilità d’uso, contributo – cioè se è riconosciuto o meno dalla Asl un contributo per chi viene riconosciuto invalido civile per questo problema – e poi la praticità e l’assistenza. Le persone vogliono essere rassicurate, vogliono stare tranquille che non avranno difficoltà una volta acquistata la protesi. La consulenza audioprotesica e il servizio di assistenza continua e gratuita fanno la differenza. Il primo step è l’ammissione del problema, la consapevolezza che non è un disturbo passeggero ma un qualcosa che può e deve essere risolta per migliorare la qualità della vita ed evitare l’isolamento, incidenti e difficoltà varie”.

Un consiglio che si sente di dare a chi le prime avvisaglie di questo problema?

“Bisogna immediatamente fare un controllo dell’udito da uno specialista, Medico o Audioprotesista, in ospedale o in tutti i centri acustici che sono sempre e gratuitamente a disposizione. Questo lo dico per tutte le fasce d’età, lo screening è fondamentale per assicurare al paziente competitività lavorativa, scolastica ma anche sociale. Fatevi controllare e puntate subito alla soluzione del problema, perché aspettare non fa che peggiorare la situazione. Oggi abbiamo un motivo in più per agire visto che avere il contributo da parte della Asl è più facile grazie alla lungimiranza dei nostri politici”.

 

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