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Liceo sportivo Atri e Pescara, Testa e Filiani annunciano interpellanza parlamentare

Teramo. Annunciano una interpellanza parlamentare i capigruppo di Fratelli d’Italia  in Consiglio regionale e del Comune di Atri, Guerino Testa e Francesco Filiani, per fare chiarezza relativamente alla notizia della mancata concessione da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale, di una seconda classe al Liceo Sportivo di Atri, per la prossima annualità. “Una notizia allarmante che ci impone di agire immediatamente – dichiarano i due esponenti – non possiamo permettere che i 46 studenti iscritti vengano chiamati per una selezione e che circa 20 di loro restino esclusi, vedendosi negato il proprio diritto allo studio. Di questa incresciosa situazione – ricordano –  il Sindaco di Atri, Piergiorgio Ferretti, ha già informato il Ministro all’Istruzione, Patrizio Bianchi,  e sono intervenuti per difendere le ragioni degli studenti e dello stesso Sindaco, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, il consigliere della Provincia di Teramo delegato all’edilizia scolastica, Luca Francioni, e la consigliera di Pari Opportunità della Provincia di Teramo, Monica Brandiferri. E va ricordato anche come  nell’IIS Volta di Pescara quest’anno non sia stata concessa la seconda sezione. Episodio stigmatizzato dai rappresentanti di Fratelli d’Italia, a vario titolo, negli Enti preposti”.

Filiani e Testa, a seguito di un incontro, si pongono una serie di interrogativi: “Perché – scrivono – in 62 istituti pubblici italiani sono stati autorizzati per l’anno in corso due o più sezioni di liceo sportivo (in alcuni casi anche 5) ma ad Atri e a Pescara questa possibilità viene preclusa? E in particolare, come mai per il liceo di Atri è stata autorizzata negli anni scorsi la seconda classe, a parità di normativa e circolari ministeriali, mentre per l’anno prossimo diventa impossibile? Perché vi sono ben 36 province italiane ove sono autorizzate più di due classi e per le province di Teramo e Pescara ciò viene negato? Vi sono ben diciassette province italiane ove sono state consentite più di due classi prime di liceo sportivo pubblico, in misura superiore di una ogni 100mila (anche ogni 50mila) e ci chiediamo perché non sia possibile permettere nella provincia di Teramo una classe ogni 103mila abitanti (2 ad Atri e una a Teramo) e una classe ogni 102mila abitanti in Provincia di Pescara (due a Pescara e una a Città Sant’Angelo). E ancora, per quale ragione se in base al comma 6 dell’art. 3 del DPR  5 marzo 2013, in un istituto ‘eventuali sezioni aggiuntive di liceo sportivo possono essere create’ , oggi diventa inaspettatamente non replicabile ad Atri e a Pescara come avvenuto in passato? Ci domandiamo, altresì, quale sia il motivo di tale impedimento anche alla luce di un cospicuo numero di alunni in meno a fronte di un organico, invece, confermato. E dunque, se la classe aggiunta non comporta condizioni di soprannumero, perché mai ci si ostina a non autorizzarla? Viene anche da interrogarsi sul perché non si voglia ampliare l’offerta pubblica in considerazione del fatto che nella nostra regione non vi siano Licei sportivi privati. Ma l’interrogativo degli interrogativi è perché si voglia ledere il diritto allo studio e alla scelta dell’indirizzo cui gli studenti si sentono più inclini? Domande – concludono Testa e Filiani – che per il momento non hanno trovato risposte e che sono oggetto della nostra  imminente interpellanza parlamentare”.

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