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Rigopiano, carta valanghe: politici agirono correttamente, per D’Alfonso impossibile realizzarla in tempo utile

Il Gip motiva l'archiviazione di ex governatori ed ex assessori in merito al filone d'inchiesta

Pescara. Ai politici non fu indicata dai responsabili tecnici dell’ente “la necessità di procedere nel più breve tempo possibile, alla formazione di una Carta di localizzazione probabile delle valanghe (CLPV) estesa anche all’area del comprensorio di Farindola/Rigopiano”. Con queste argomentazioni il gip del tribunale di Pescara, Nicola Colantonio, motiva l’archiviazione di ex governatori ed ex assessori alla Protezione civile in riferimento al filone dell’inchiesta riguardante la mancata realizzazione della Carta valanghe. Il giudice poi osserva che “i politici (presidente di Regione e assessore delegato alla Protezione civile) che si sono succeduti nel governo della Regione Abruzzo, non possono ritenersi responsabili per non aver emanato, in tempo utile, i provvedimenti necessari per la formazione” di una Carta delle valanghe “che comprendesse anche l’area territoriale di Farindola/Rigopiano: quindi, deve prendersi atto che, sulla scorta delle priorità indicate dal Comitato tecnico regionale per lo studio della neve e delle valanghe (Coreneva), l’autorità politica aveva proceduto correttamente a valutare, in via preminente, le aree comprese nei bacini sciistici”.

Per quanto riguarda l’ex governatore D’Alfonso e Mazzocca, il gip scrive che “anche ipotizzando che gli indagati avessero deciso, già dal primo giorno di attività dirigenziale presso la Regione Abruzzo, di procedere alla formazione di una Carta che comprendesse l’intero territorio, l’iter amministrativo attuativo non poteva essere completato prima dell’anno 2018”, quindi in tempo utile per evitare la tragedia. Il gip conclude che “la condotta dei prevenuti, di conseguenza, non può considerarsi omissiva e collegata al crollo della struttura alberghiera presente in Rigopiano”.

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