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Sciopero dipendenti pubblici, manifestazioni anche in Abruzzo: “carenze di organico soprattutto nella sanità”

Pescara. Anche in Abruzzo oggi c’è stato lo sciopero dei dipendenti pubblici aderenti a Cgil Cisl e Uil per protestare contro il mancato rinnovo de contatto, le mancate assunzioni e le poche risorse messe in campo dal Governo per la Pubblica amministrazione. Come ha spiegato Paola Puglielli, della funzione pubblica Cgil Abruzzo, “oggi parliamo di temi che non possono essere più ignorati. Il Governo ha stanziato fondi in maniera unilaterale, e invece noi pensiamo che in un Paese devastato dalla pandemia, investire nella pubblica amministrazione sia uno strumento strategico. In Abruzzo il Covid 19 ha messo in evidenza carenze e deficit precedenti e per esempio nella sanità abbiamo grandi carenze dilanianti con i malati di Coronavirus che hanno dovuto attendere fuori dai pronto soccorso con tragedie che si sono consumate anche nella nostra regione. La medicina territoriale non esiste”.

Vincenzo Mennucci della Cisl funzione pubblica aggiunge che “questo è uno sciopero per il Paese e per l’Abruzzo. O dipendenti soprattutto di Sanità, enti pubblici e territoriali e ministeri hanno lavorato in condizioni difficilissime e nella Sanità alcuni hanno pagato anche con la vita il loro lavoro. Per questo oggi si chiede il rinnovo del contratto ma anche una riorganizzazione dei settori per il bene dell’Italia e nello specifico dell’Abruzzo”. Il delegato della Uilpa Pescara ha poi concluso che “senza nuove assunzioni nel prossimo biennio saremo con 500mila occupati in meno. Il settore della Sanità è quello che oggi soffre di più anche per la presenza di tanti lavoratori con contratto a termine”.

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