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Sit-in sotto la Regione per il diritto alle terapie del figlio autistico, la mamma: sono determinata a tutto

L'assessore Verì assicura il massimo impegno per risolvere problema

Pescara. Questa mattina, davanti alla sede dell’assessorato regionale alla Sanità di Pescara. Marie Helene Benedetti, madre di Thomas, ha iniziato un sit-in di protesta ad oltranza per il diritto alle terapie del figlio autistico. Dopo aver ottenuto la vittoria in tribunale lo scorso 9 settembre​ che riconosceva a Thomas, poco più di 3 anni, il diritto alla giusta cura e dopo anche l’interessamento dell’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, la donna questa mattina ha incontrato proprio l’assessore che ha assicurato il massimo impegno della Regione. “Abbiamo terminato un incontro dove sono stati ribaditi due punti essenziali”, ha detto l’assessore Verì,”dare la possibilità al bambino di avere un continuità assistenziale e quindi abbiamo trovato e ribadito le procedure che avevamo detto in un incontro precedente e altro punto fondamentale è quello di verificare quali sono le strutture che possono erogare questo tipo di servizio”.

“Per svolgere questo tipo di servizio occorre una autorizzazione”, ha precisato l’assessore alla Sanità, “che deve essere rilasciata prima dal Comune, con la successiva verifica degli uffici se poi la struttura ha i requisiti per ricevere l’accreditamento. Abbiamo già ipotizzato di stilare a giorni una proposta di delibera che nelle more di questa riorganizzazione prevede per Thomas e per tutti i bambini come lui una assistenza continuativa”.

L’avvocato della madre del bambino, Giovanni Legnini del Foro di Chieti, ha spiegato che “al termine di questa riunione con l’assessore Verì, i dirigenti della Regione e della ASL, ci siamo confrontati e dati appuntamento a domani alle 12 e se non ci saranno determinazioni chiare ed univoche su questa vicenda e su questi bambini, ci ritroveremo nuovamente in Tribunale di Vasto e Chieti per far valere i nostri diritti perché siamo di fronte a problemi burocratici che stanno calpestando i diritti di Thomas e di bambini come lui. Mancano delle determinazioni degli uffici della Regione, che sta al nostro fianco, sia chiaro, ma di fronte a queste questioni burocratiche hanno le mani legate, nonostante la grande disponibilità dell’assessore”.

“Dopo i primi problemi di Thomas”, sottolinea la madre, “abbiamo deciso di venire da Vasto a Pescara per andare al Centro Paolo VI dove le cure intensive hanno dato buoni risultati. Con queste cure la situazione potrebbe migliorare. Poi dopo il ricorso in Tribunale, il giudice ha disposto le cure in loco non fornite dalla Asl per una serie di intoppi burocratici. Io però sono determinata a tutto”.

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