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Stupro al terminal bus, 61enne condannato a 4 anni di carcere: è accusato di lesioni e falso

Condanna confermata in appello, difesa ha chiesto assoluzione

Pescara. La Corte d’Appello, nel tardo pomeriggio di ieri, ha confermato la sentenza di condanna a quattro anni e mezzo di carcere per Lamine Gaye Mouhamadou, l’uomo di 61 anni che il 25 agosto di due anni fa, in pieno giorno, stuprò una donna di 39 anni nei giardinetti del Terminal Bus di Pescara. La difesa, rappresentata dall’avvocato Stefano Sassano, aveva chiesto l’assoluzione e ora valuterà il ricorso in Cassazione.

L’imputato, che in primo grado era stato giudicato con il rito abbreviato dal gup del tribunale pescarese, oltre che per il reato di violenza sessuale è stato condannato anche per lesioni lievi e falso. L’autore dello stupro, un uomo di origini senegalesi, fu arrestato subito dopo avere compiuto la violenza. I fatti si svolsero intorno alle 14, a pochi passi dal via vai di passeggeri in arrivo e in partenza da Pescara. La donna, residente a Montesilvano, era giunta nella zona della stazione per attendere il ritorno della sorella da Roma. L’imputato, dopo averle offerto da bere, l’attirò nei giardinetti, dove consumò lo stupro.

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