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A scuola di condivisione, anche distanza conserva l’identità: la scuola che unisce famiglia e tecnologia

Così l'istituto Comprensivo di Città S. Angelo unisce le famiglie dei suoi alunni alla tecnologia

Pescara. Da strumento di necessità, a preziosa pagina di vita online in cui i protagonisti restano i piccoli alunni d’Abruzzo.  Così si presenta il sito realizzato dall’Istituto Comprensivo di Città Sant’Angelo (Pescara) all’interno della pagina web istituzionale dello stesso comprensivo scolastico, per non dimenticare le lezioni in remoto della scorsa primavera, primo complesso capitolo del lockdown 2020.

“Abbiamo attivato la piattaforma digitale il prima possibile e siamo partiti con la formazione dei docenti”, afferma la dirigente scolastica Simona Marinelli, “per i piccolini abbiamo voluto mantenere la routine: pur restando a casa, prima di collegarsi al mattino i bimbi dovevano preparare lo zaino, indossare il grembiule e comunque rispettare le regole, ad esempio, non mangiare durante l’attività”. Un’isola virtuale di serenità per gli alunni oltre che ad un  reale e fondamentale momento educativo da parte delle insegnanti, entusiaste dell’iniziativa adottata dalla dirigente.

Elice, uno dei comuni scolastici presenti nell’iniziativa, nonostante fosse area compresa nella”zona rossa” ha visto una presenza dei ragazzi in videolezione puntuale e motivata, così come la partecipazione per i 10 plessi dell’Istituto dei Comuni di Città Sant’Angelo e delle relative contrade. Un totale di quasi mille alunni coinvolti: 18 le sezioni dell’infanzia, 900 gli alunni tra scuola dell’infanzia e primaria, 3 le classi a Elice della secondaria, 83 i docenti a tempo indeterminato  chiamati a reggere il timone e 30 i supplenti.

“Il numero contenuto degli alunni di una scuola piccola come la nostra”, conclude la docente Emanuela Nettuno, “ha agevolato la gestione di una situazione di emergenza; questo dovrebbe far riflettere sull’importanza di investire su strutture e metodologie delle scuole dei piccoli centri, che invece rischiano di scomparire, favorendo lo spopolamento dell’entroterra e la perdita di preziose identità”.

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