Scurcola Marsicana (AQ) si prepara a un viaggio culinario e culturale unico, un’immersione profonda nelle radici della tradizione abruzzese. Dal 1 al 5 febbraio 2026, l’Osteria Futuro, in collaborazione con “La Città Biodiversa”, l’Azienda Agricola Terra Futuro, l’Associazione Culturale Tempo Moderni e l’Istituto di Ricerca MondiVivo, ospiterà l’iniziativa “Gli Stati dell’Essere – Territorio / La Rascia – Jo Porco / La Biodiversità Culturale e la Santa Identità”. Un appuntamento serale, a partire dalle ore 20.00, che mira a far rivivere l’antica “Rascia”, l’epopea della macellazione e trasformazione del maiale, un tempo fulcro dell’identità e del valore comunitario.
La “Rascia” non era solo un evento gastronomico, ma un vero e proprio “Stato dell’Essere – Territorio”, un momento di abbondanza, ricchezza di cibi e, soprattutto, di profonde relazioni umane. Come spiegano i responsabili del progetto, era un’occasione di condivisione, partecipazione e mutuo soccorso, scandita da quattro giornate intense in cui il maiale (“jo porco”) si trasformava progressivamente in cibo. Il ristorante si propone di raccontare questa storia attraverso i sapori autentici di quelle pietanze che venivano cucinate e consumate durante le lavorazioni.
Il percorso gastronomico ricreerà i momenti salienti della “Rascia”. Si potranno assaporare la “Fressora”, una padellata fumante di ventresca e costata che ricaricava le energie dei lavoratori, o il macinato condito e cotto per l’assaggio, con il pane di Solina, antico grano d’Abruzzo, prima di diventare salsicce. E ancora, il sugo di spuntature che condiva le fettuccine fatte in casa per decine di persone, polenta, bistecchine, fino alla “cucinazione della coppa di testa” a chiusura dei lavori. Ogni piatto sarà un tassello di una memoria collettiva da riscoprire.
Questa iniziativa si inserisce nella ventennale attività di ricerca sulle Biodiversità di “La Città Biodiversa” e Osteria Futuro, guidati da Mario Iacomini, CuocoCustode e cofondatore del centro di ricerca, insieme a Vincenzo Nuccetelli e Giuseppe Verrecchia. Da oltre 25 anni, infatti, il loro impegno è volto a una “Ristorazione di Custodia e Biodiversa”, un modello che protegge e valorizza le produzioni agro-silvo-pastorali autoctone e dimenticate d’Abruzzo. Il progetto mira a restituire il valore e i sapori di queste tradizioni, recuperando e attualizzando le pietanze, cucinandole e assaporandole nelle medesime condizioni temporali di allora.
L’Osteria Futuro, struttura del Ristorante Custode e Biodiverso, non si limita a riproporre ricette, ma cerca di far rivivere un intero contesto culturale. Le attività in programma sono frutto di sperimentazioni prodotte fin dalla fine del ‘900, alcune delle quali finanziate dal MATTM e dal MIUR, in collaborazione con Consorzi Universitari e organismi di ricerca. Oltre ai gusti della “Rascia”, i palati potranno deliziarsi con un prosciutto “aperto” per l’occasione, dopo oltre un anno di stagionatura montana. Un’esperienza che promette di essere un ponte tra passato e presente, un modo per riscoprire non solo sapori, ma anche un modo di concepire la vita e le relazioni umane.
Non resta che segnare le date: dal 1 al 5 febbraio 2026, ogni sera dalle ore 20.00, presso l’Osteria Futuro, Corso Vittorio Emanuele III, 12, Scurcola Marsicana (AQ). Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 3287824406 o inviare una mail a [email protected]. Maggiori dettagli sono disponibili sulle pagine Facebook di Osteria Futuro e La Città Biodiversa.





